Orfani speciali

Siamo i primi in Europa a dare una legge che tutela bambine e bambini, ragazze e ragazzi che hanno avuto la vita sconvolta dal dramma dell’uccisione della propria madre per mano del padre. Sono i cosiddetti “orfani speciali”, 1600 circa dal 2000 al 2014 nel nostro Paese, come rilevato dalla ricerca “Switch off” di Anna Costanza Baldry , che hanno bisogno di attenzioni speciali, risposte speciali, tutele speciali e diritti violati da ripristinare. Sono spettatori silenziosi di crimini efferati e le conseguenze di ciò che vivono sono sia di natura fisica che psicologica.

Questa legge di civiltà assicura loro assistenza medico-psicologica, borse di studio, e percorsi di avviamento al lavoro, grazie all’accesso al Fondo, assistenza legale già dalle prime fasi del processo con il gratuito patrocinio. È stabilito inoltre il sequestro conservativo dei beni delle vittime, per rafforzare la tutela degli orfani rispetto al loro diritto al risarcimento del danno. Viene annullato infine il godimento dell’eredità e della pensione di reversibilità per i colpevoli di omicidi in famiglia. In questa legislatura abbiamo cercato di affrontare con grande determinazione il contrasto alla violenza maschile sulle donne. Dalla ratifica della ‘Convenzione di Istanbul’, al decreto 93/2013 contro il femminicidio e la violenza di genere, all’obbligo per le scuole di ogni ordine e grado di inserire nei piani triennali dell’offerta formativa azioni di educazione alla parità tra i sessi e di prevenzione della violenza di genere, al Piano Nazionale Straordinario contro la violenza di genere fino alla Commissione di inchiesta sul femminicidio che ho l’onore di presiedere.

Ma se abbiamo una normativa tra le più avanzate d’Europa, allora perché ancora molte donne non denunciano le violenze subite? E’ questo il grande tema politico che ci dobbiamo porre sforzandoci di dare le risposte che le donne meritano. Intanto oggi abbiamo fatto un importante passo avanti e scritto una bella pagina parlamentare

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