Contro la violenza maschile serve l’impegno di tutti

La violenza maschile sulle donne si batte solo se sapremo far capire a tutti gli uomini che non sono i benvenuti nella società italiana se si comportano ben peggio delle bestie. Per questo serve educazione nelle scuole e responsabilità nel linguaggio pubblico che non può fomentare odio e disprezzo.

“Balordi” li chiamano Di Maio e la Trenta. “Castrazione Chimica” ulula Salvini.
Una donna è stata stuprata da due esponenti di Casapound che postavano manifesti di difesa delle donne dagli stranieri. Vomito su vomito. Una violenza che lascia attoniti per crudeltà e che è l’ennesimo stupro di gruppo nel nostro Paese contro una donna indifesa.
La violenza maschile sulle donne si batte solo se sapremo far capire a tutti gli uomini che non sono i benvenuti nella società italiana se si comportano ben peggio delle bestie. Per questo serve educazione nelle scuole, responsabilità nel linguaggio pubblico che non può fomentare odio e disprezzo, attenzione e cura in chi scrive le sentenze di condanna di chi si è macchiato di questi orrendi reati, cultura nei giornalisti che scriveranno o commenteranno questo tragico fatto di cronaca. Perché narrare le gesta di questi due delinquenti, non fa che esaltare altri imbecilli che potrebbero voler emularne le gesta per finire sulle pagine dei giornali.
La violenza maschile sulle donne è un problema degli uomini.
Si batte, solo se ci si impegna assieme.

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