Il programma per la scuola approvato nel 2010 dall’assemblea nazionale del PD propone “scuole aperte tutto il giorno, tutto l’anno e per tutta la vita”. Siamo d’accordo con quanto dichiarato oggi da Mario Monti. Le strutture scolastiche devono poter restare aperte anche nei mesi di vacanza per permettere attività di approfondimento e di recupero scolastico, di gruppo o individuale, ma anche per offrire ai ragazzi e alle ragazze opportunita’ per fare sport, musica, teatro. Il centro sinistra di Governo lo ha anche sperimentato con risorse dedicate.
Con amarezza dobbiamo invece constatare che quanto proposto dal PD nell’ultimo anno e mezzo di legislatura -sempre respinto con forza da Monti stesso che ha voluto continuare con la tabella di tagli lineari imposta da Tremonti – oggi torna buono per la propaganda elettorale.
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Basta insulti. Più responsabilità da chi Governa
Berlusconi li aveva messi alla gogna mediatica etichettandoli come fannulloni e inculcatori. Il nuovo insulto nell’era Monti rivolto agli insegnanti è “conservatori”. Ora basta. Chi si astiene dal dire che innalzare l’orario di lavoro a 24 ore di lezione frontale nella scuola equivale a licenziare decine di miglialia di insegnanti è in mala fede.
Non si comprende davvero perchè tanta acrimonia nei confronti di chi, nonostante i più bassi stipendi d’Europa, nonostante una scuola deprivata di tutto, combatte per tenere alta la qualità della scuola pubblica. Se non è il tempo di nuovi investimenti a causa della crisi e del necessario risanamento almeno si lasci lavorare in pace chi serve lo Stato, spesso in situazioni di vero disagio. La grave crisi economica e sociale non può avere negli insegnanti il nuovo capro espiatorio. Serve maggiore senso di responsabilità anche da parte di chi Governa il Paese per superare nell’unità, questa difficile fase.
SCUOLA: DISPERSIONE AL 20%, MONTI TORNI A INVESTIRE PER CONTRASTARE FENOMENO
La dispersione scolastica, così come confermano anche i dati odierni di un’inchiesta di un quotidiano nazionale secondo il quale ogni anno ci sono 100 mila abbandoni, resta una delle prime emergenze italiane. La stessa Commissione europea ci chiede di dimezzare il nostro tasso di dispersione scolastica, che oggi è oltre il 20%, entro il 2020: chiediamo al presidente del Consiglio Monti di tornare ad investire risorse per il raggiungimento di questo obiettivo destinando a questo scopo parte degli introiti derivanti dalla lotta all’evasione fiscale.
Le risorse potrebbero essere investite nell’apertura di servizi educativi per la fascia di età da 0 a 6 anni, prolungamento dell’orario di apertura delle scuole anche al pomeriggio e potenziamento delle attività di laboratorio, creazione di equipes di insegnanti dedicate al recupero dei ragazzi dispersi per reti di scuole.
Decreto Semplificazioni: SU AUTONOMIA RESPONSABILE ASPETTIAMO LE CIFRE
Nel decreto sviluppo, semplificazione e formazione, una buona riforma – purtroppo svuotata di numeri concreti – è quella sull’Autonomia Responsabile delle scuole. Tra le proposte del PD, condivise con larga parte del mondo della scuola, c’è l’istituzione di un organico dell’autonomia stabile, da assegnare ad ogni scuola per almeno un triennio. Questo per permettere a ciascuna scuola di garantire continuità didattica agli studenti attraverso la stabilizzazione del personale, programmando l’attività didattica con certezza di risorse umane e finanziarie. Ma se tutto resta legato ai tagli della Gelmini, questa buona riforma, resterà solamente un annuncio consolatorio.
Per questo, pur consapevoli delle esigenze di risanamento del bilancio dello Stato, vogliamo ricordare al Presidente Monti che per aiutare il nostro Paese a crescere, dobbiamo riallineare il nostro investimento in Istruzione ai Paesi più avanzati d’Europa.
Sull’edilizia scolastica, pur apprezzando l’intento di voler mettere in sicurezza le scuole ed edificarne delle nuove, più consone alle esigenze della nuova didattica, neppure un centesimo stanziato sarà spendibile, fino a quando non verrà allentato il patto di stabilità interno per quegli enti locali che investono in questo settore. Sugli articoli che coinvolgono l’istruzione, il Partito Democratico presenterà sostanziali emendamenti in commissione per migliorare il provvedimento.
L’Italia prima di tutto. Uscire dall’emergenza, preparare la ricostruzione
Berlusconi ci ha portato a un centimetro dal fallimento, con il rischio di restare senza stipendi, senza pensioni e con le imprese e le famiglie al collasso.
La manovra d’emergenza per evitare questo esito è inevitabilmente dura. Ma poteva essere più equa.
Il Partito Democratico ha già imposto alcuni temi, come la tassazione dei capitali scudati, la tracciabilità nei pagamenti, l’abbassamento di un anno dei contributi previsti per le pensioni di anzianità (prima la manovra prevedeva 43 e 42) , la copertura fino alla pensione dei lavoratori in mobilità. Ma non basta.
Il Pd garantirà responsabilmente il proprio sostegno per evitare il fallimento, ma lavora per mettere, per quanto possibile, più equità nell’intervento deciso dal governo di emergenza presieduto da Mario Monti.
Quattro sono i temi sui quali intervenire, sia pure nel contesto di un iter parlamentare che si presenta come un sentiero molto stretto:
- Pensioni.
Innalzare l’ammontare della pensione che sarà rivalutata in base al costo della
vita; rallentare l’applicazione della riforma sulle pensioni di anzianità e
tenere in debito conto la situazione dei lavoratori che hanno cominciato
l’attività da giovanissimi e dei lavoratori anziani che hanno perso il lavoro. - Casa.
Innalzare la soglia di esenzione per l’Ici sulla prima casa, in modo da
favorire i meno abbienti. - Evasione.
Misure più concrete di lotta all’evasione fiscale. - Investimenti.
Uno spazio nel patto di stabilità interno per permettere ai comuni di fare
alcuni lavori, per esempio la messa in sicurezza e l’adeguamento ambientale ed
energetico delle scuole.
Le risorse per fare questi interventi si possono trovare con interventi strutturali e una tantum: irrobustire il prelievo sui capitali scudati (ora è appena l’1,5 per cento); fare rapidamente un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali italiani nelle banche elvetiche, seguendo l’esempio di Usa e Germania; vendere le frequenze tv invece di regalarle; reintrodurre almeno una o due delle misure contro l’evasione fiscale
approvate dal governo Prodi e abolite subito da Berlusconi.
MANOVRA: ALLENTARE PATTO STABILITà PER METTERE SCUOLE IN SICUREZZA
La manovra del Governo deve essere corretta per assicurare maggiore equità nei sacrifici
necessari a salvare il Paese dal baratro a cui lo stava condannando l’immobilismo di Lega e PDL.
Tra le misure per rilanciare la crescita chiediamo con forza di allentare il patto di
stabilità interno per quei comuni virtuosi che hanno risorse in cassa e
investono per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole. Si tratta
di circa 4 miliardi e mezzo di euro immediatamente disponibili per attivare
migliaia di piccoli cantieri e nuova occupazione, rispondendo ad una grande
emergenza nazionale: la sicurezza delle scuole.
Ricordiamo che due edifici scolastici su tre non sono a norma di legge, per questo è
urgente mettere subito in sicurezza il 65 per cento delle scuole italiane.