SCUOLA, PUGLISI (PD): PACCHETTO-MERITO? NON C’è MERITO SENZA EQUITà

 Apprendiamo da indiscrezioni di stampa che il Ministero dell’Istruzione sta  preparando un pacchetto per il merito. Ma non c’è merito senza equità. E il Partito Democratico continua a credere fermamente che serva una scuola inclusiva e dell’uguaglianza delle opportunità, non competitiva.

Ogni centesimo disponibile, in questa fase di crisi economica, deve essere investito per combattere la dispersione scolastica, che non e’ problema solo del mezzogiorno, e per dare un posto nella scuola dell’infanzia ai bambini e le bambine.
Le liste d’attesa nella scuola dell’infanzia stanno esplodendo in tutt’Italia, perché lo Stato scarica ogni responsabilità sui Comuni che hanno i bilanci al collasso.
Noi, come afferma la Costituzione, chiediamo che “i capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, possano raggiungere i più alti gradi di istruzione”. Questo tristemente non è più vero a causa dei drastici tagli al diritto allo studio. Per questo proponiamo che le risorse aggiuntive vengano assegnate ai meritevoli per finanziare la prosecuzione degli studi all’università.

Un pensiero su “SCUOLA, PUGLISI (PD): PACCHETTO-MERITO? NON C’è MERITO SENZA EQUITà

  1. Buongiorno,
    partendo dal presupposto che la scuola dovrebbe essere abbastanza selettiva per indirizzare al meglio gli studenti evitando di illuderli volevo segnalarle alcuni punti.
    Scegliere un solo ‘studente dell’anno’ da premiare per ogni scuola è riduttivo, non per la selettività, ma perchè nelle secondarie si formano molti profili diversi ed è pericoloso cercare qualcuno eccellente in tutte le discipline contemporaneamente (all’università si segue un corso solo!). Veniamo invece al premio: avere un’altra tessera è pura burocrazia. Per il tpl é più comoda una integrazione tariffaria sul modello ioViaggio ovunque in Lombardia (tutti i mezzi, un solo abbonamento). Gli sconti ai musei non fanno certo la differenza. Una volta all’università è meglio azzerare i ricordi (e i premi) della scuola secondaria e ripartire alla pari, evita false illusioni e rende più stimolante il nuovo impegno.
    Ritengo infine abbastanza ingiusto che chi ottiene ottimi risultati alle olimpiadi (avendo già scelto una strada ma nel frattempo essendosi confrontato con dieci volte le persone incontrate dallo ‘studente dell’anno’) ottenga solo lezioni in più. Peraltro ciò che manca veramente per tutti è il laboratorio, la manualità. Bisogna poter applicare subito i concetti acquisiti al di fuori della scuola, anche con stage. Sarebbero da incentivare anche progetti multidisciplinari in cui gli studenti possano applicare le loro abilità in team.
    Le nuove tecnologie sono una trappola per docenti e studenti. Facebook è noto come il maggior ostacolo da superare per i laureandi, internet è dispersivo e impedisce di concentrarsi (altrimenti starei studiando al posto che scriverle!). Esistono alcune possibilità interessanti come la geografia con Google Maps, la letteratura con wikipedia o disegno con cad ma per i concetti chiave purtoppo serve ancora un foglio e una matita. Storia dell’arte invece sarebbe bellissima passeggiando in un qualunque centro storico…

    Cordiali saluti,
    Vittorio Sala

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