Più diritto allo studio per colmare i divari nord sud

Dopo anni di tagli nella legge di stabilità in discussione alla Camera dei deputati il Governo Renzi torna ad investire nell’Università e nel diritto allo Studio. E’ vero, come argomenta la Fondazione Res i divari che attraversano il Paese nascono anche dalla diversa attenzione che le Regioni del centro nord tradizionalmente hanno dedicato all’istruzione, all’innovazione e al diritto allo studio. Oggi il Governo aumenta di 50 milioni di euro il diritto allo studio perchè tutti i capaci e meritevoli privi di mezzi possano accedere ai più alti gradi di istruzione, sblocca la possibilità di assumere giovani ricercatori a tempo determinato e realizza un piano straordinario di assunzioni di 1000 ricercatori. Ma le Regioni che secondo la riforma costituzionale dovranno promuovere il diritto allo studio devono fare la loro parte.

Anche il sistema di diritto allo studio ha bisogno di essere riformato per garantire a tutti i ragazzi meritevoli i livelli essenziali delle prestazioni a prescindere dalla regione in studiano, ma come emerso alla due giorni di Udine, le aziende regionali per il diritto allo studio universitario sono essenziali per l’erogazione delle borse e dei servizi.

 

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