Per combattere la povertà educativa, offriamo a tutti i bambini pari opportunità di apprendimento

La Povertà educativa denunciata oggi dal Rapporto di Save the Children non permette a troppi bambine e bambini di vivere secondo le proprie aspirazioni e capacità, ed e’ la ragione frequente che sta all’origine dell’abbandono scolastico, di pericolosi percorsi di devianza, di isolamento dal contesto sociale e amicale. I dati dimostrano che la povertà educativa colpisce anche coloro che non sono statisticamente in povertà economica, ma che hanno un sempre più limitato accesso alle opportunità di frequentare il nido, di andare al cinema, di assistere ad un concerto o a uno spettacolo teatrale, di praticare sport, impedendo una piena tutela dei loro diritti e un pieno sviluppo delle loro capacità, facendoli restare indietro rispetto ai coetanei nel rendimento scolastico, nel benessere psico-fisico, nella socialità o semplicemente nella realizzazione delle proprie aspirazioni.
Il Senato dopo aver approvato all’unanimità una mozione su questo tema, con impegni precisi per il Governo, sta già discutendo in commissione cultura e istruzione la legge 1260, che intende assicurare a tutti i bambini e le bambine del nostro Paese dalla nascita ai sei anni, pari opportunità di apprendimento attraverso la frequenza di nidi e scuole dell’infanzia. Sono questi i luoghi dove possiamo davvero combattere divari sociali e territoriali. Condivido con Save the Children la necessita’ di lavorare per zone di educazione prioritaria, così come e’ stato fatto in Francia. Perché agli obiettivi di convergenza europea entro il 2020, noi dobbiamo aggiungere obiettivi di convergenza interna. La crescita ci sarà, solo quando avremo saputo offrire a tutti i bambini italiani le stesse opportunità di crescita e di apprendimento. Sono certa che il Governo Renzi, insieme alle riforme istituzionali e del mercato del lavoro, sapra’ compiere una vera rivoluzione anche in questo campo.

Un pensiero su “Per combattere la povertà educativa, offriamo a tutti i bambini pari opportunità di apprendimento

  1. riguardo alle pari opportunità educative bisogna dire che la realtà è ben diversa:mancano posti alle materne comunali e statali, ci sono liste di attesa di oltre 50 bambini in entrambe le istituzioni pubbliche per il prossimo anno scolastico. Perché non aprire nuove sezioni risolvendo così i problemi delle giovani famiglie che devono fare i conti con una crisi economica senza precedenti e offrendo opportunità di lavoro a docenti precari?A questo aggiungiamo che tanti giovani genitori lavorano senza attestazione del datore di lavoro, CHISSà PERCHE,E NON OTTENGONO IL GIUSTO PUNTEGGIO IN GRADUATORIA!

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