Legge di Stabilita’:il parere votato in 7a commissione di cui sono stata relatrice

RAPPORTO DELLA 7ª COMMISSIONE PERMANENTE
(ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI, RICERCA SCIENTIFICA, SPETTACOLO E SPORT)

sullo stato di previsione del
Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per l’anno finanziario 2014, (1121- Tabella 7)
e sulle parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità n. 1120

(estensore francesca puglisi)

La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’anno finanziario 2014 e per il triennio 2014-2016, nonché le parti connesse del disegno di legge di stabilità per il 2014,

premesso che il disegno di legge di stabilità non prevede tagli lineari ma cerca di preservare i settori di competenza, avviando una tendenziale opera di restituzione di risorse alla scuola, l’università, la ricerca e alla cultura, operata attraverso i decreti-legge “del fare”, “valore cultura”,”scuola” e “IMU”;

con riguardo alle parti del disegno di legge di stabilità:

rileva con favore che l’articolo 3, commi 3 e 4, stanzia risorse (3 milioni di euro nel 2014 e 43,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016) per sostenere la strategia nazionale di sviluppo delle Aree interne del Paese, finalizzate ad interventi pilota per riequilibrare i servizi di base anche in materia di istruzione,
manifesta soddisfazione per l’articolo 9, comma 4, che incrementa il Fondo per il finanziamento ordinario (FFO) delle università di 150 milioni di euro per il 2014. Se a questi si aggiungono i 21,4 milioni di euro di aumento del FFO già fissati dall’articolo 58, comma 2, del decreto-legge n. 69 del 2013, l’ammontare del FFO per il 2014 passa da 6.574 milioni di euro a 6.745,4 milioni di euro (nel 2013 erano 6.694 milioni di euro),
valuta positivamente il comma 5 dell’articolo 9 che autorizza, per l’anno 2014, la spesa di 220 milioni di euro da destinare al sostegno delle scuole non statali (paritarie pubbliche e private), compensando la pregressa riduzione del rispettivo finanziamento registrata dal disegno di legge di bilancio,
giudica positiva la destinazione di 80 milioni di euro in favore dei policlinici universitari disposta dal comma 20 dell’articolo 9,
considera con favore l’articolo 10, comma 24, che interviene sulla definizione del fabbisogno finanziario annuale delle università stabilito sulla base di un dato che non risente degli effetti del bilancio unico di ateneo, onde evitare le conseguenze negative di tale passaggio contabile,
concorda con il comma 31 dell’articolo 10, che dispone una riduzione della durata dei corsi di specializzazione in area sanitaria a 4 anni, a decorrere dall’anno accademico 2014-2015, ferma restando la possibilità di una diversa durata per alcuni corsi, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente,
esprime soddisfazione per il comma 33 del medesimo articolo 10, che pur riducendo le spese rimodulabili delle missioni di spesa di ciascun Ministero, secondo gli importi contenuti nell’allegato 3, esclude le spese iscritte negli stati di previsione del Dicastero dell’istruzione, nonché le spese relative alla missione “Ricerca e innovazione” che è di carattere trasversale. Analoga valutazione positiva è riferita al comma 37 che non applica al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca la diminuzione dei consumi intermedi,

circa le Tabelle allegate al disegno di legge di stabilità prende atto che:

in Tabella A è previsto un accantonamento per il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca pari a 593.000 euro per il 2014 e a 9.000 euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016 destinato, secondo la relazione illustrativa, alla copertura del decreto-legge n. 35 del 2013 (recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali), nonché alle scuole non statali,
in Tabella C vengono pressoché confermati gli stanziamenti previsti dalla legislazione vigente senza alcuna variazione, né in positivo né in negativo;

quanto al disegno di legge di bilancio rileva criticamente che, nonostante i positivi provvedimenti legislativi citati in premessa, sussistono ancora riduzioni di spesa derivanti dall’effetto di trascinamento dei tagli degli anni precedenti.

La Commissione formula conseguentemente un parere favorevole riferito al disegno di legge di stabilità con le seguenti condizioni:

preso atto che ai sensi dell’articolo 10, comma 7, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono individuati i beni immobili appartenenti all’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE) da trasferire all’Agenzia del demanio per la successiva dismissione, si richiede che le risorse conseguenti vengano riassegnate all’istruzione per il miglioramento dell’offerta formativa delle scuole;
tenuto conto delle disposizioni in materia di contrattazione contenute nell’articolo 11, si invita a porre rimedio alla doppia penalizzazione gravante sul personale della scuola, considerato che il decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 2013, n. 122, per tutto il personale del pubblico impiego autorizza le procedure contrattuali per il biennio 2013-2014 per la sola parte normativa, senza possibilità di recupero per la parte economica, ma che per il solo personale della scuola proroga fino al 31 dicembre 2013 il blocco degli scatti già stabilito per gli anni 2010, 2011 e 2012. Bloccando la progressione per anzianità anche per il 2013 si interviene infatti sul contratto vigente, con un prelievo di 300 milioni di euro, che si spostano dalle retribuzioni del personale, già molto basse, verso il contenimento della spesa pubblica. Del resto, su tale doppia penalizzazione prevista solo per il personale della scuola la Commissione aveva già espresso parere negativo nelle prime settimane della legislatura,
dopo il positivo sblocco al 50 per cento per il 2014 e 2015 del turn over del personale delle università e degli enti di ricerca, previsto dal cosiddetto “decreto del fare”, e confermato nel provvedimento in esame, valuta negativamente l’ennesimo slittamento dello sblocco totale – disposto dai commi 8 e 9 dell’articolo 11- al 2018 anzichè al 2016. Si sollecita pertanto la definitiva rimozione dei limiti assunzionali per tale comparto, onde non disperdere il prezioso potenziale rappresentato dalle immissioni di giovani leve, che altrimenti, sarebbero sempre più spinte ad andare a lavorare all’estero. Si auspica inoltre che la distribuzione delle poche risorse disponibili per il rimpiazzo delle cessazioni non penalizzi pesantemente intere aree del Paese aggravando gli squilibri territoriali proprio in un campo strategico per lo sviluppo economico e sociale come l’alta formazione e la ricerca;
si ritiene grave quanto previsto dall’articolo 15, che assoggetta anche le aziende pubbliche dei servizi alla persona (ASP) ai vincoli del patto di stabilità interno previsto per i Comuni, contraddicendo peraltro quanto disposto dal decreto-legge n. 101 del 2013 appena approvato e si esprime preoccupazione per la tenuta del sistema dei servizi educativi e per l’infanzia;
in ordine al comma 4 dell’articolo 17, si auspica che la effettiva riduzione della quota percentuale di fruizione dei crediti di imposta relativi all’erogazione di borse di studio a studenti universitari sia assai contenuta, tenuto conto delle positive ricadute che tale istituto ha sul diritto allo studio, tanto più che la decisione sulle suddette quote è rimessa ad un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
al fine di rilanciare la crescita e l’innovazione, si sollecita un ulteriore impegno del Governo per stimolare la ricerca e lo sviluppo, come dichiarato nel Documento di economia e finanza, per tornare ad investire nei Progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) – per i quali erano stati stanziati 38 milioni di euro dal bando 2013 – e in quelli per i giovani ricercatori di cui al Fondo per investimenti della ricerca di base (FIRB), per i quali erano stati stanziati 30 milioni di euro nel bando 2013, oggetto di tagli indiscriminati dal 2009 in poi, nella prospettiva di tornare almeno agli stanziamenti del 2011;
specificatamente nel campo degli enti pubblici di ricerca, si chiede al Governo uno sforzo per recuperare le somme decurtate a seguito del decreto-legge n. 95 del 2012 (spending review).

Con riferimento al disegno di legge di bilancio, la Commissione formula invece le seguenti osservazioni:

preso atto delle riduzioni previste nella legge di bilancio, si registra che per l’anno 2014 le spese in conto competenza del Ministero ammontano a 51.039,9 milioni di euro; rispetto alle previsioni assestate per l’esercizio finanziario 2013, si riscontra dunque una riduzione di 491,1 milioni di euro, come peraltro avvenuto l’anno scorso anche se le riduzioni sono state in parte recuperate con l’assestamento 2013, prevalentemente con riguardo alla cassa. Si rimarca pertanto la necessità di recuperare, entro l’assestato 2014, le riduzioni previste nella legge di bilancio 2014 per le spese in conto competenza del Ministero e per la missione Istruzione scolastica, rispetto al bilancio assestato 2013;
in merito allo spostamento di circa 1 miliardo di euro dal programma 1.2, relativo all’Istruzione prescolastica, al programma 1.3, relativo all’Istruzione primaria, si raccomanda di compiere una scelta contabile di carattere definitivo.

Sen. Francesca Puglisi

2 pensieri su “Legge di Stabilita’:il parere votato in 7a commissione di cui sono stata relatrice

  1. Senatrice, sono docente inidonea. Lavoro in una Biblioteca, ho seguito il corso triennale per bibliotecari scolastici voluto dalla Gelmini (grande e inutilissimo buco nell’ acqua, vorrei proprio sapere quanto è costato… ma a noi non è servito a nulla, nè un diploma nè tantomeno un riconoscimento di professionalità).
    Adesso ho 60 anni e 39 anni di lavoro. Avrei potuto essere in pensione (o in dispensa), da un pezzo, invece ora mi tocca restare fino al settembre 2017! Leggo che magari noi potremo restare a scuola (forse!) fino al 2016 e poi? COncludo la “carriera” a spostare carte e fare fotocopie (non saprei fare altro, in segreteria)? E con lo stipendio, come la mettiamo? L’ assegno integrativo è pensionabile?
    Insomma, non mi pare proprio il caso di cantare vittoria!

  2. La ringrazio per quanto fa per gli insegnanti. In questo momento vedo solo la sua voce nel panorama politico (e in parte addirittura in quello sindacale) che cerca di valorizzare il lavoro dei docenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *