Le primarie non siano un’escalation di cifre e promesse roboanti

 

Vedo che anche Renzi condivide le proposte lanciate dal Pd e decise nei mesi scorsi dall’ Assemblea nazionale: serve un nuovo piano pluriennale per gli asili nido per raggiungere l’obiettivo europeo del 33% di copertura.
Lo abbiamo scritto nella Carta d’intenti e lo faremo, non solo e non tanto per rilanciare l’occupazione femminile, che pure è un obiettivo giusto, ma soprattutto per assicurare a tutte le bambine e ai bambini una educazione prescolare di qualità, per recuperare ogni svantaggio di partenza.
Proprio perché l’obiettivo è così importante, sarebbe però necessario evitare la strada delle favole. Quando in epoca di risanamento dei conti dello stato, il governo di centrosinistra dal 2007 al 2009 ha investito un miliardo di euro in tre anni, fece balzare la risposta alla domanda di asilo nido dal 9 al 18%. Ma se avessimo a disposizione 16 miliardi di euro tra fondi europei e tagli ad altri settori della spesa statale, credo che oltre all’estensione degli asili nido, dovremmo utilizzare quelle risorse per dare risposte ai tanti bambini in lista d’attesa per un posto nella scuola dell’infanzia e per cancellare i tagli triennali di otto miliardi di euro della Gelmini, restituendo alle scuole e alle famiglie tempo pieno nella primaria e laboratori negli istituti tecnici e professionali.
Bene dunque gli obiettivi. Ma attenzione alla misura e alla verità. Voglio sperare che le nostre primarie non diventino un’escalation di cifre roboanti di fronte a una realtà sempre più difficile.

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