La mia relazione in aula sul decreto 1430 “misure urgenti per garantire il regolare svolgimento scolastico”

Onorevoli colleghi, il decreto legge prevede una pluralità di misure urgenti che intendono garantire la continuità del servizio scolastico in corso, evitando che disfunzioni organizzative e amministrative e contenziosi giurisdizionali ne possano mettere a repentaglio il regolare svolgimento. In particolare all’art. 1 il decreto intende far terminare l’anno ai 112 dirigenti scolastici della Toscana che, vincitori del concorso del 2011, dovranno ripetere, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, parte del concorso.

Voglio ricordarlo, questo concorso, bandito in epoca Gelmini su base regionale e concluso durante il Ministero di Profumo, e’ stato in più regioni annullato dal giudice amministrativo. Nelle more della rinnovazione concorsuale i dirigenti già dichiarati vincitori e che stanno lavorando da due anni nelle scuole toscane, sarebbero stati rimossi dalle funzioni dirigenziali ormai in corso di svolgimento, per essere assegnati in soprannumero agli istituti di provenienza, determinando la necessita’ di ricorrere all’istituto delle reggenze ed ostacolando una razionale programmazione dei trasferimenti di docenti per l’anno scolastico successivo, rischiando inoltre che gli atti svolti nell’esercizio dell’incarico possano essere dichiarati inefficaci per il principio di continuità amministrativa.

Ma non e’ l’unica regione in cui abbiamo problemi. Il TAR dell’Abruzzo ha disposto l’annullamento della graduatoria dei vincitori, ma finora il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza.
In Lombardia dopo la pubblicazione della graduatoria dei vincitori, il consiglio di stato ha disposto con sentenza la ricorrezione degli elaborati ad opera di una nuova commissione esaminatrice e ha approvato una nuova graduatoria.
Il TAR del Molise ha sospeso la procedura concorsuale nella fase conclusiva , ma l’amministrazione ha proposto appello al Consiglio di Stato.
Il TAR ha invece respinto i ricorsi amministrativi in Calabria e Campania. Non solo, ad oggi sono ancora aperti diversi contenziosi in diverse regioni che si trascinano dal precedente concorso del 2004. E’ per questo che nel decreto 104, “l’istruzione riparte” avevamo deciso di riformare le modalità di reclutamento dei dirigenti scolastici, passando al corso concorso nazionale, non più dunque su base regionale, presso la scuola della Pubblica Amministrazione.
Fermo restando il rispetto delle sentenze adottate dal giudice amministrativo, il decreto quindi intende assicurare che in Toscana e nelle altre regioni interessate da analoghi contenziosi, i dirigenti scolastici già nominati continuino ad esercitare medio tempore le funzioni alle quali sono stati preposti nelle sedi di rispettiva assegnazione fino ad avvenuta rinnovazione e completamento delle procedure concorsuali.

La cosa particolarmente odiosa del caso dei dirigenti scolastici toscani, che ormai lavoravano nelle sedi loro assegnate da due anni e nel caso lombardo, e’ che l’annullamento delle procedure di reclutamento e’ avvenuta per cause interamente ascrivibili ad errori procedurali compiuti dall’amministrazione, non essendoci stata alcuna contestazione del “merito” dei vincitori, ai quali non può essere addebitata alcuna responsabilità.
E’ con questa consapevolezza che la Commissione Istruzione ha lavorato. Con il difficile compito, unanimemente condiviso, di trovare una soluzione che non mettesse in discussione una sentenza della giustizia amministrativa ma che allo stesso tempo tutelasse il diritto di cittadini che hanno partecipato ad un concorso risultandone vincitori, se lo sono visti annullare per colpa di errori procedurali dell’amministrazione.
Per questo, la Commissione ha approvato un emendamento che proroga la permanenza dei dirigenti toscani alla guida degli istituti fino al termine dell’anno scolastico in cui avverrà la rinnovazione del concorso secondo le modalità determinate dal Consiglio di Stato, per salvaguardare la continuità della guida delle scuole toscane . Inoltre, stabilisce che entro il
31/12/2014 venga bandita la prima tornata del nuovo corso-concorso nazionale per il reclutamento dei dirigenti scolastici, voluto dal decreto 104 in cui ci sarà una quota riservata per tutti quei soggetti che hanno contenziosi aperti con l’amministrazione dal concorso del 2004 e che attribuirà a coloro che hanno svolto già anni di servizio (i toscani e i dirigenti incaricati) un punteggio aggiuntivo. La Commissione ha anche approvato un odg che impegna il Governo a rinnovare con sollecitudine il concorso annullato e ad applicare le suddette quote di rieserva per il nuovo corso concorso all’ingresso e all’uscita valutando la possibilità di ridurre al minimo gli spostamenti di sede per coloro che già svolgono le funzioni di dirigente scolastico per favorire la continuità nella guida delle autonomie scolastiche. Sappiamo che questa soluzione non soddisfa completamente i dirigenti toscani, ma altre modalità che avevamo esplorato, in accordo con le parti sociali, hanno ricevuto il parere negativo della prima Commissione Affari Costituzionali, perché presentava profili di incostituzionalità.

L’articolo 2 del decreto intende consentire alle istituzioni scolastiche di Campania e Sicilia, in cui non e’ ancora attiva la convenzione Consip, poiché non e’ stato ancora individuato un aggiudicatario definitivo per l’affidamento dei servizi di pulizia e altri servizi ausiliari, di acquistare gli stessi dagli stessi raggruppamenti di imprese e imprese che li svolgevano fino al 31 marzo 2014. La commissione ha poi approvato un emendamento, che proroga al 31/12/2014 questo termine, per evitare di dover fare un nuovo decreto per rinnovare i termini di proroga e destina 150 milioni di euro per intervento di mantenimento del decoro e di funzionalità degli immobili, consentendo ai dirigenti scolastici delle regioni stesse di effettuare gli interventi, avvalendosi delle stesse imprese che hanno svolto il servizio fino ad oggi, al fine di preservare gli stessi da possibili indebite pressioni”. La Commissione ha approvato ancora un ordine del giorno che invita il Governo a fare una valutazione degli effetti che le nuove modalità di gestione delle pulizie scolastiche stanno avendo sulle scuole.

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