Il mio intervento per la dichiarazione di voto del gruppo PD al DL Istruzione

Finalmente dopo anni di tagli all’istruzione un decreto che restituisce risorse e ripara danni fatti negli anni dai governi precedenti.

Ho sentito che c’e’ chiedeva un provvedimento di piu’ ampio respiro, ma voglio ricordare che il compito di questo Governo di servizio al Paese e’ quello di ricostruire l’Italia, tirandola fuori dal pantano, restituendole credibilità inserendola pienamente tra i Paesi motore di sviluppo dell’Europa Unita. E ricostruire la scuola insieme, tra forze politiche diverse, rispondendo ai bisogni più urgenti, penso sia un bene per l’Italia, perché l’istruzione, la scuola, possano esser d’ora in poi terreno di confronto e non di scontro politico, restituendo prestigio e autorevolezza, sostenendo una delle più alte istituzioni democratiche del Paese.

Se davvero vogliamo educare cittadini europei all’altezza della sfida, dobbiamo alzare i livelli di apprendimento e di competenza dei nostri ragazzi, dimezzare entro il 2020 il tasso di dispersione scolastica, raddoppiare il numero di laureati.

Il vantaggio competitivo del nostro Paese, che non ha giacimenti di materie prime, che non ha grande estensioni, sono le teste ben fatte dei nostri figli. Il capitale umano, sul quale converrebbe davvero investire di più per avere rendimenti certi.

Questo decreto fa esattamente questa scelta, con una opzione in più, quella di tornare a sostenere i capaci e meritevoli e privi di mezzi che come chiede la nostra Costituzione devono poter raggiungere i più alti gradi di istruzione. Perché nel tempo della crisi che colpisce le famiglie duramente, il rischio molto concreto e’ che questo principio Costituzionale venga disatteso e ancora oggi troppi ragazzi e ragazze meritevoli che hanno diritto a ricevere una borsa di studio, devono abbandonare gli studi perché non possono permettersi lo studio che non dovrebbe essere considerato un lusso, ma un diritto.

Ministro, in questi mesi del suo mandato per noi ha seguito la strada giusta, ricostruendo un clima di fiducia nella scuola. In questo decreto decreto non c’è la “riforma epocale”. E meno male! Di riforme epocali contraddittorie rischia di morire la scuola. Ma ci sono importanti innovazioni che le autonomie scolastiche, sostenute dagli Enti locali, possono utilizzare per migliorare la qualità dell’offerta formativa.

Questo decreto compie alcune scelte decise:
– mette mano alla grande emergenza nazionale che si chiama “edilizia scolastica”, attivando un miliardo di euro da quando si e’ insediato il Governo, attivando mutui da mettere a disposizione degli enti locali, allentando di un miliardo il patto di stabilita’ degli Enti locali che investono per mettere in sicurezza le scuole o che ne edificano di nuove.

– dichiara guerra alla dispersione scolastica percorrendo le strade che l’OCSE traccia: puntando sul tempo scuola, in scuole aperte il pomeriggio, soprattutto nelle aree a maggior rischio dispersione. Si torna ad investire nella formazione in servizio degli insegnanti per aiutarli ad innovare la didattica per catturare l’attenzione e accendere la passione per la conoscenza in una generazione che ha a disposizione grandi masse di informazioni, ma che spesso fatica ad organizzare in un sapere critico e compiuto. Mettendo risorse per l’innovazione tecnologica delle scuole, puntando sulla diffusione del wi-fi nelle aule scolastiche, oggi sono connesse alla rete solo il 7%.

– per la prima volta si rendono disponibili risorse per un sistema di welfare studentesco.
15 milioni a disposizione delle Regioni per studenti in situazioni di svantaggio per il trasporto scolastico, agevolazioni per i libri di testo per le famiglie in difficoltà e la promozione del comodato d’uso attraverso le reti di scuole.

– gli studenti con disabilita’ finalmente avranno diritto di godere della continuità didattica,grazie al piano di stabilizzazione di quasi 27000 insegnanti di sostegno, verranno coperti in modo stabile 90.000 posti disponibili. Il primo nostro pensiero deve esser infatti quello di sostenere nello studio chi parte da situazioni di svantaggio.

– ma sul versante del personale c’è di più. Ci sono le correzioni necessarie agli errori della Spending Review del 2012, e così invece di licenziare 3500 precari delle segreterie scolastiche, queste persone che lavorano con dedizione e competenza verranno stabilizzate in tre anni, c’è la restituzione di dignità agli insegnanti inidonei che potranno continuare a tenere aperte le biblioteche scolastiche o collaborare per tenere aperte le scuole il pomeriggio.
Soprattutto attraverso una sessione negoziale con i sindacati questo decreto prevede tra il 2014 e il 2016 la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili e così il tanto agognato organico funzionale diventerà finalmente una realtà.

-un’altra norma, non abbastanza valorizzata, contenuta nel decreto rende finalmente il permesso di soggiorno per motivi di studio o di formazione rinnovato per l’intera durata del corso, e non più di anno in anno. Un passo importante di civiltà e di accoglienza del nostro Paese.

– per l’accesso alle scuole specialistiche di medicina c’è la positiva innovazione del concorso nazionale che favorirà il riconoscimento del merito dei giovani medici e ringraziamo il Governo per aver accolto l’ordine del giorno sull’equiparazione all’Europa della durata dei corsi con le raccomandazioni della Commissione Sanita’ per garantire ai medici in formazione specialistica, nella fase di transizione, la qualità formativa e la graduazione dell’effetto della riforma e a definir criteri equi di accesso con una valutazione estesa alle attivita’ professionali svolte e opportunamente documentate.
Per l’istruzione universitaria bene il finanziamento stabile di 100 milioni di euro al diritto allo studio, sappiamo pero’ che sono tanti nel tempo della crisi gli studenti che avrebbero diritto a ricevere una borsa di studio e non la ricevono per l’esiguità delle risorse. E’ uno schiaffo che diamo alla dignità di ragazzi e ragazze che non possiamo più tollerare. Per questo Ministra, saremo al suo fianco nella legge di stabilita’ nella battaglia per trovare ulteriori risorse per il diritto allo studio, per sbloccare definitivamente il turnover, per promuovere un’iniezione di energie fresche di giovani docenti, per rivedere criteri di valutazione e di finanziamento, come Lei ha detto nella replica, che promuovano davvero in tutto il Paese, tanto al Centro Nord, quanto nel Sud, Atenei ed Enti di Ricerca di qualità, ma che questa qualità abbia al centro la qualità della formazione degli studenti. Sono loro, i giovani, il presente e il futuro del Paese. Sono loro che dovranno promuovere una qualità diversa della crescita, che sappia far dialogare ricerca e sviluppo industriale.
Ci impegneremo con Lei per trovare risorse non solo per la ricerca industriale, ma anche per la ricerca di base.
Continui con tenacia Ministro in questa giusta direzione di marcia, ad esigere risorse dal MEF le risorse che servono perché e’ solo investendo sulla scuola, l’università e la ricerca che potremo aiutare questo Paese a superare i profondi divari territoriali che lo attraversano, solo investendo sulla conoscenza potremo far ripartire il Paese.

Con il “benaltrismo” che purtroppo ho sentito echeggiare anche qui, non si stabilizzano i precari, non si erogano borse di studio, non si migliorano le condizioni dell’edilizia scolastica, non si combatte la dispersione degli studenti. Il vero riformismo e’ fatto di passi concreti in avanti, come quelli contenuti in questo decreto, per questo il gruppo del Partito Democratico voterà a favore.

2 pensieri su “Il mio intervento per la dichiarazione di voto del gruppo PD al DL Istruzione

  1. Buonasera Senatrice, sono un’inidonea della scuola, volevo sapere che fine ha fatto la dispensa tanto sbandierata dopo l’approvazione del decreto scuola alla Camera;poichè era un’opportunità che attendevo da tanto tempo e sembrava cosa fatta mi sento veramente beffata per l’ennesima volta e disperata .La ringrazio per l’eventuale risposta

  2. Gentile onorevole,
    come mai è completamente sparito dal suo sito qualsiasi intervento riguardo la porcata dei quota ’96 della scuola? Capisco che è meglio consolarsi con l’elogio di qualche contentino dopo i disastri perpetrati, anche con il vostro consenso, al settore che in tutti gli altri paesi civili è considerato invece strategico proprio per uscire dalla crisi che dilania il nostro paese. Lei conosce l’ultima puntata della “porcata”? L’indagine del MIUR (dopo 2 anni di incredibile balletto sulle cifre) dice che siamo circa 4000 (meno se si contano coloro che preferiscono continuare la professione). L’INPS di Mastropasqua affermava che eravamo più di 9000!! Su questo spudorato balletto di cifre, da due anni aspettiamo giustizia dalla politica, che continuamente dilaziona ogni decisione. Ma nessuno paga, nemmeno di fronte all’evidente incapacità di funzionari istituzionali. Il 19 sarà la Corte Costituzionale a dare finalmente il suo parere in merito. Noi non dimentichiamo che stiamo lottando per un diritto e non per un privilegio. Se lo ricordi nei suoi elogi sperticati al ministro (che aveva più volte ufficialmente affermato che andava assolutamente sanato l’errore di quota ’96).

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