Finalmente la scuola e’ in buone mani. L’Italia riparte dall’istruzione

Grazie al Governo Letta e alla tenacia della Ministra Maria
Chiara Carrozza inizia la ricostruzione della scuola italiana. E
oggi e’ stata posta la prima importante pietra. Con la
stabilizzazione di 27.000 insegnanti di sostegno e il piano
triennale finalmente gli studenti con disabilita’ e le scuole
potranno godere della continuità didattica di cui hanno bisogno.
Cancellata la norma della vergogna sugli inidonei dal 1o gennaio
2014 inizieranno le assunzioni dei precari delle segreterie
scolastiche. Fondamentali le risorse per il diritto allo studio
perché i capaci e meritevoli privi di mezzi possano davvero
raggiungere i più alti gradi di istruzione e aiuti concreti per le
famiglie per sostenere i costi dell’istruzione per l’acquisto dei
libri scolastici e i costi di trasporto. Dopo anni di tagli si
torna ad investire anche sulla formazione in servizio dei docenti
per migliorare gli apprendimenti, per fare vera scuola di
intercultura, per promuovere una nuova didattica con l’utilizzo
delle nuove tecnologia e catturare l’interesse dei nativi digitali.
Ottime le norme che individuano nell’estensione del tempo scuola e
nelle scuole aperte il pomeriggio, gli strumenti per combattere la
dispersione. Dopo anni di tagli e di svilimento della scuola
pubblica, finalmente arriva una boccata d’ossigeno, risorse vere e
una ignezione di fiducia. Il MIUR e’ davvero in buone
mani.

6 pensieri su “Finalmente la scuola e’ in buone mani. L’Italia riparte dall’istruzione

  1. La ringrazio sentitamente per l’impegno che ha dimostrato nel portare avanti la causa dei docenti inidonei e dei precari ATA.
    Grazie
    Marco

  2. Egregia Senatrice
    concordo con Lei che dopo anni di tagli a dir poco selvaggi vi sia finalmente un’inversione di tendenza sulle risorse attivate a favore della scuola pubblica. La strada è certo ancora lunga, prima di poter garantire al sistema dell’istruzione quelle percentuali di PIL che altri paesi riescono ad attribuirvi, e lunga è purtroppo la strada perché i nostri giovani possano raggiungere le stesse performances dei loro coetanei finlandesi o coreani. Ma è un inizio. Speriamo che, IMU permettendo, gli investimenti sulla formazione possano congruamente incrementarsi. Ma mi permetta una domanda: pare che nel decreto sull’istruzione approvato nel CdM del 9/9 scorso sia scomparsa l’abrogazione del comma 14 art. 14 del dl 95/2012. E allora che ne sarà del disegno di legge a sua firma (S316) in discussione alla commissione Istruzione dal giugno scorso? Le sono grato in anticipo per l’eventuale risposta e Le invio un cordiale saluto.

  3. Egr. Sen. Puglisi,

    il DL presentato dal Governo contiene molte parti positive. Tuttavia vi è presenta una grave lacuna: non si è minimamente trattato il problema degli ITP C999 e C555 che con la spending review dovrebbero transitare nei ruoli amministrativi.
    Giova ricordare che tutti questi docenti sono stati assunti dalle Amministrazioni provinciali per concorsi pubblici ai quali si accedeva con i titoli di studio richiesti. Ad esempio per i laboratori di Chimica e Scienze e per disegno erano previsti anche titoli di studio liceali.
    Ora, dopo 12 anni dal transito ai ruoli statali, per altro senza possibilità di scelta per gli ITP, tali titoli di studio non sembra siano ritenuti congrui nemmeno per accedere a corsi di riconversione. Giova ricordare che tutti i docenti in oggetto, la maggior parte in età molto avanzata (chi le scrive ha 60 anni) è proficuamente utilizzata negli istituti di appartenenza (gestione laboratori, uffici tecnici, ampiamento dell’offerta formativa, progetti, etc.) tenendo conto della loro professionalità acquisita in tanti anni.
    Auspicando un Suo intervento nella discussione del Decreto o per un provvedimento ad hoc, al fine di salvaguardare, come fatto per i docenti inidonei, questo ormai sparuto gruppo di persone che hanno dedicato la loro vita alla scuola, consentendo loro di partecipare a corsi di riconversione o di utilizzo nell’ambito delle istituzioni scolastiche.

    La ringrazio per quello che vorrà e potrà fare.
    Cordiali saluti.

  4. La scuola sarà in buone mani ma i nostri giovani no! Il Ministro Carrozza ha calpestato ed irriso i diritti dei nostri ragazzi! Dopo avere fatto emanare un decreto che sarà dichiarato anti-costituzionale perchè ha eliminato, con un colpo di spugna, le regole contenute nei bandi pubblici, riguardanti i test di ammissione alle varie facoltà a numero chiuso, con effetto retroattivo ovvero a test di ammissione effettuati e ad elaborati consegnati. Non paga di ciò che ha fatto di fronte alla sicura presentazione dei ricorsi ai Tar, da parte di quegli studenti penalizzati, ha commentato che il ricorso alla carta bollata rappresenta un vizio italiano ecc.ecc. La mia speranza è che i parlamentari del PD si attivino per presentare un emendamento, in sede di conversione del decreto, che ammetta, in modo aggiuntivo, tutti quegli studenti che, con il bonus maturità, sarebbero stati ammessi. Altrimenti il giudizio espresso nei confronti del Ministro varrà anche per i parlamentari del mio partito.

  5. Pregiatissimo Senatore,

    Vi inoltro la presente lettera nella speranza di poter destare la Vs. attenzione sullo stato disastroso in cui versa il personale ATA transitato ai ruoli dello stato dall’01/01/2000 ai sensi dell’art.8 della legge n. 124 del 1999.

    Con la legge finanziaria per il 2006 comma 218 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 il Governo, dettando un’interpretazione «autentica», disconosceva i diritti acquisiti dai lavoratori ex dipendenti enti locali; determinando l’obbligo della restituzione di ingenti somme di denaro sino ad allora percepite dal personale interessato, penalizzando ulteriormente la situazione economica già difficile di molte famiglie.

    In questi anni (ben 13) siamo stati ricevuti da tutte le forze politiche e tutti hanno promesso la risoluzione del nostro caso presentando Interpellanze, Ordini del Giorno e Risoluzioni .

    Con la Risoluzione n. 8-00196 del 25 luglio 2012 , approvata nella XVI legislatura in Commissione XI ° il Governo si era impegnato affinché, entro tempi brevi, si giungesse ad una equilibrata risoluzione della vicenda, con l’obiettivo di realizzare una definitiva soluzione dell’annosa problematica del personale ITP e del personale ATA, al fine di provvedere al riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche.

    Dopo le sentenze europee, che, hanno duramente condannato il comportamento del governo italiano, è assolutamente prioritario che il tristemente famoso comma 218 della Finanziaria 2005, che stravolse la finalità dell’art.8 della legge 124/99, venga abolito e, sia inserita nella normativa italiana un articolo di legge che confermi la ricezione della giurisprudenza europea, ossia, che, i lavoratori ATA-ITP ex EE.LL. hanno diritto al riconoscimento dell’anzianità per intero, senza ulteriori trucchi.

    La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo(Cedu-Sentenza Agrati-) il 7 giugno 2011, ha sentenziato che l’applicazione retroattiva della legge di interpretazione autentica, pur legittima in linea di principio, contrasta con l’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che garantisce il diritto a un processo equo, tale articolo dice chiaramente: “l’art. 6 della Convenzione non consente allo Stato, di emanare leggi interpretative – retroattive per ottenere delle sentenze favorevoli nei processi in cui l’amministrazione statale sia parte in causa”, condannando quindi , tra l’altro, l’Italia a liquidare, in quel processo, un milione e ottocento mila euro 124 colleghi ricorrenti.

    Tre mesi dopo – il 6 settembre 2011 – giunse un’altra sentenza (Scattolon ) favorevole per gli Ata e Itp ex enti locali. Questa volta fu la Corte di Giustizia Europea (LUSSEMBURGO) che stigmatizzava il peggioramento delle condizioni retributive dei lavoratori trasferiti.

    La tutela nel caso è assicurata dalla direttiva 77/187/CEE del 14/02/1977 varata per impedire che i dipendenti coinvolti in un trasferimento d’azienda (così la Corte di giustizia considera il passaggio dagli enti locali allo Stato) “siano collocati in una posizione meno favorevole per il solo fatto del trasferimento .

    link Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani del 7 giugno 2011 – Italiano

    link SENTENZA AGRATI EQUA SODDISFAZIONE STRASBURGO 8 NOVEMBRE 2012

    link SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA – ATA (SCATTOLON) C-108/10

    Quindi a questo punto chiediamo “i fatti”.

    Testo dell’emendamento che il Comitato Nazionale ata-itp ex enti locali propone alle forze politiche da inserire nel dl 104/13 in discussione alla camera :

    -ART. … Personale ATA e ITP ex dipendente degli enti locali trasferito allo Stato

    1. Il comma 218 dell’art. 1 della L. 23 Dicembre 2005, n° 266, è abrogato.

    2. Al personale di ruolo e in quiescenza dopo l’1/1/2000 dell’art. 8 della L. 3 maggio 1999, n°124,trasferito nei ruoli statali del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (A.T.A.) e nei ruoli statali degli insegnati tecnico pratici, viene riconosciuta ai fini giuridici ed economici l’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza.

    Ora è arrivato il momento di mantenere le promesse.

    Si attendono perciò da tutte le forze politiche presenti in parlamento e che in questi anni ci hanno manifestato solidarietà ed impegni alla risoluzione della nostra problematica che ha gettato sul lastrico e nella disperazione migliaia di lavoratori comportamenti conseguenti nella fase di discussione nel DL 104/2013.

    Comitato Nazionale Ata-itp ex enti locali

    Vincenzo Lo Verso

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