Fermiamo la violenza. Il dolore di Erica e’ il nostro.

Cosa stiamo aspettando?
L’orrenda tragedia di Ono San Pietro (Brescia) ci ributta in faccia la solitudine e la disperazione delle donne e dei loro figli, vittime della violenza. Non e’ ammissibile che una donna che denuncia per dieci volte l’ex coniuge per pesanti minacce e violenze non venga tutelata assieme ai propri bambini. Non e’ ammissibile che venga comunque costretta a consegnare ad un uomo violento i propri figli. E’ un incubo. Donne che urlano e che chiedono giustizia e protezione e invece si vedono costrette a montare una telecamera sul citofono di casa per essere credute.
La legge sul femminicidio in discussione al Senato prevede una serie di norme a tutela delle donne e dei loro figli, tra cui innanzitutto la priorità nella trattazione dei procedimenti penali per violenza nei confronti delle donne e le aggravanti per violenza assistita da minori.
E’ urgente approvarla ed e’ urgente che scatti una vera e propria mobilitazione per difenderla da possibili attacchi che già iniziano ad emergere da parte dei soliti uomini reazionari.
Ad Erica Patti va la mia solidarietà di madre e di donna e l’impegno che lo strazio che hanno dovuto subire lei e i suoi figli non accada più.

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