Domani, La scuola e’ con Bersani

 

Ho molto apprezzato l’intento espresso da Bersani di promuovere una costituente per la scuola. Credo che sia proprio ciò di cui c’è bisogno, se si vuole uscire dalla rincorsa di questa o quella emergenza e sfuggire al devastante senso comune che da troppo tempo costituisce il solo riferimento per la politica scolastica. C’è bisogno di individuare una nuova direzione per lo sviluppo dell’educazione, che tenga conto del progresso della conoscenza, del mutare dei rapporti sociali, dello sviluppo dell’economia, dei nuovi scenari aperti dalla tecnologia. Ma occorre anche valorizzare la specificità del patrimonio della cultura europea, all’interno della quale quello italiano costituisce un apporto determinante. La costituente per la scuola avrà il compito di delineare un nuovo profilo per la popolazione del nostro paese e di indicare le condizioni che consentiranno di realizzarlo.Benedetto Vertecchi

Voto Pierluigi Bersani perché, assieme all’indifferibile problema del Lavoro, ha posto al “centro” la Cultura: la scuola, l’università e l’arte (teatro, musica, cinema, musei, libro). Sono le ultime trincee a difesa delle idee plurali e dei valori di  cittadinanza da consegnare alle nuove generazioni. E da non sradicare più dalla nostra Costituzione.
Franco Frabboni

Voterò Bersani perché sono convinto che saprà cambiare il centro sinistra rispettando la storia comune di quelli che alle feste dell’Unità non vanno mai sul palco, ma quel palco sta sù grazie al loro lavoro.
Voterò Bersani perché mi fido molto di più di chi fa fatica a stringere il suo pensiero in un tweet rispetto a chi ha un pensiero che in un tweet ci sta tutto.
Voterò Bersani perché sulla scuola promette di fermare la legge Aprea mentre Renzi ne ripropone le parti peggiori.
Voterò Bersani perché sono di sinistra e i protagonismi vorrei li lasciassimo alla destra.

Giuseppe Bagni


Io voto per Bersani perché ritengo che nel suo progetto, sostenuto dalla sua storia personale, sia presente la volontà di assumere sul serio la scuola come il “luogo in cui si costruisce il futuro” e trasformarla da voce di spesa in priorità di investimento.
Si può allora pensare che la scuola da elemento della crisi possa diventare una risorsa per combattere la crisi, per sostenere la rinascita del nostro paese; dall’emergenza-scuola alla priorità-scuola, risorsa condivisa della società.
La scuola come occasione insostituibile di emancipazione per tutti e per ciascuno.
La scuola come prima esperienza pubblica della nostra vita che ti deve accompagnare per tutta l’infanzia e tutta l’adolescenza, nel rispetto dell’infanzia e dell’adolescenza, assieme e non in alternativa a tante altre esperienze, con un suo compito specifico: contribuire a garantire a ciascuno quel livello di uguaglianza nel possesso degli strumenti di cittadinanza necessario per essere diversi, come ti verrà di essere.
La riforma che serve si chiama “qualità” del fare scuola e prevede che tutti i soggetti coinvolti si rimbocchino le maniche, sostenuti e incoraggiati dalla società intera.
Richiede investimento in risorse economiche (necessarie perché l’impoverimento che la scuola ha subito nell’ultimo decennio è insostenibile); soprattutto richiede investimento umano che si concretizzi in un progetto di pratiche consapevoli e coerenti, unito alla ricerca e ricostruzione del senso della vita a scuola per tutti e per ciascuno dall’infanzia all’adolescenza attraverso l’innovazione profonda del processo di insegnamento-apprendimento.
Alla base del rinnovamento è necessaria la valorizzazione degli insegnanti riconosciuti nel loro ruolo strategico nella convinzione che non sia possibile costruire una politica sulla scuola senza una politica partecipata sugli insegnanti in grado anche di superare ogni forma di corporativismo.
Domenico Chiesa

Domenica al ballottaggio voterò per Pierluigi Bersani anche perché afferma di considerare il merito un valore positivo solo se congiunto ai concetti di equità e solidarietà.

Mario Ambel

In più occasioni Bersani ha affrontato il tema della scuola, cercando di offrire spazi di incontro e di confronto. Lo testimonia il Programma sulla scuola, raccolto in un documento, realizzato anche con il contribuito dei lavoratori della conoscenza e delle famiglie. Affrontando molteplici questioni, dal precariato alla formazione, dal tempo-scuola ad un maggior investimento di risorse umane e materiali al diritto allo studio degli studenti con disabilità, con DSA, con difficoltà socioculturali, agli stranieri, il Progetto formula concrete risposte alla complessità e alle sfide oggi presenti, fornendo una chiave di lettura interpretativa con l’obiettivo di garantire una scuola pubblica di qualità, che dia a tutti ciò di cui ciascuno ha bisogno.

Sostenere Bersani significa promuovere il diritto all’educazione e all’istruzione che la Costituzione garantisce a tutti, significa investire in un progetto concreto, significa investire sul futuro dell’Italia.

Caterina Altamore

Inviato da iPad

2 pensieri su “Domani, La scuola e’ con Bersani

  1. La vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie rappresenta per decine e decine di migliaia di noi docenti una grande speranza….si la speranza che finalmente la Scuola con la s maiuscola abbia il giusto riconoscimento per il suo ruolo essenziale nella vita del paese. Da decenni la scuola è stata bersagliata da demagogia,da stereotipi,da politiche insensate e scellerate.
    Pierluigi se il popolo italiano vorrà hai l’ultima possibilità (e con te tutti noi) di cambiare il corso della nostra storia.I problemi sono e saranno molteplici ma con la dignità,l’onestà e le capacità che hai potrai mettere in atto politiche salubri per il futuro nostro e dei nostri figli.
    In bocca al lupo !!!

  2. Nell’auspicio che la prossima legislatura vedrà il tema della Scuola al centro di una nuova Politica, all’insegna del recupero di valori quali legalità e senso civico, ritengo che una delle prime scelte che andrebbero fatte, che segnerebbe un evidente punto di discontinuità con le precedenti gestioni, sia il recupero di alcune discipline tagliate e vilipese in maniera davvero gravissima per un Paese come l’Italia.
    Mi riferisco in particolar modo alla Storia dell’arte.
    E’ ormai nota a molti l’entità dei tagli subiti da questa materia in molti indirizzi delle scuole secondarie superiori. Nel Paese dei Beni Culturali per eccellenza, impedire ai ragazzi di maturare una conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico significa ostacolare una formazione culturale degna di questo nome, ma anche impedire la formazione di quel senso civico che tutti noi auspichiamo e che si sviluppa a partire dalla conoscenza e dal conseguente rispetto per quell’insieme di valori territoriali, ambientali, storici e artistici che chiamiamo Cultura. Se non si impara la storia dei luoghi e dei monumenti che ci circondano, come si potrà capire chi siamo e maturare quel valore imprescindibile del rispetto per i luoghi e gli spazi comuni?
    Alcune proposte in passato auspicavano lo studio della storia dell’arte (come dell’educazione civica) fin dalla scuola primaria, invece abbiamo dovuto assistere al paradosso della eliminazione di questa fondamentale disciplina dai bienni della scuola superiore!
    Ecco, un atto non solo fortemente simbolico ed emblematico, ma fattivamente utile e necessario in un Paese come il nostro, sarebbe proprio quello di porre rimedio a tale scempio e, perché no, potenziare ulteriormente la possibilità di studio del nostro patrimonio artistico.

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