DA GELMINI LACRIME DI COCCODRILLO, SARA’ RICORDATA COME ATTILA DELLA SCUOLA PUBBLICA

“Incredibile Gelmini. Prima ammazza la scuola e adesso dice basta tagli. Peccato che nel Def approvato dal suo governo continui ad esserci scritto che entro il 2025 continueranno ad esserci diminuzione delle risorse fino al 3,4% del Pil, quando siamo già fanalino di coda tra i paesi cose con il 4,8%”.
Lo afferma Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale del Pd.
“La Gelmini non ha mai ascoltato gli studenti e oggi dice che e’ sbagliato chiedere una ‘scuola  egualitaria’ perché bisogna premiare merito ed eccellenze. Studenti ed insegnanti invece invocano la scuola della Costituzione, chiedono di fare ciò che il documento di Europa 2020 impone: una scuola inclusiva, capace di avere cura delle pari opportunità di successo formativo e scolastico di tutti, del figlio del professionista e del figlio dell’operaio, di chi vive nel centro storico di Torino e di chi sta allo zen di Palermo. Una scuola – prosegue la Puglisi – capace di dimezzare il tasso vergognoso di dispersione scolastica. Sul concorso per i dirigenti scolastici, ammette gli errori, ma va avanti a testa bassa. Ma pensa che se si va al voto il pianto riparatore la metta al riparo? La Gelmini – conclude l’esponente democratica – passerà alla storia come l’Attila della scuola pubblica”.

Un pensiero su “DA GELMINI LACRIME DI COCCODRILLO, SARA’ RICORDATA COME ATTILA DELLA SCUOLA PUBBLICA

  1. Con la propaganda fine a se stessa non si salva l’Italia, occorre il coraggio dell’obiettività: a rovinare la scuola sono stati Cgil, Cisl,Uil, Snals e compagnia . Attaccare la Gelmini per l’unica cosa corretta che ha fatto è solo sterile propaganda di parte. Avesse avuto critiche feroci per una riforma priva di valenza didattica sarebbe stato quanto di meglio un’opposizione, che magari contestualmente, propone soluzioni alternative, possa fare; invece la Gelmini è stata attaccata per i tagli che hanno risparmiato all’Italia milioni di sprechi. Con la discutibile, per altri versi, riforma scolastica il ministro pro tempore aveva eliminato tutti quei corsi di studi riguardanti istituti professionali e tecnici ( e anche licei con sperimentazione Brocca)con monte ore settimanale elevato al punto che gli studenti non ne hanno mai usufruito pienamente. Per esemplificare in indirizzi di studio con elevato monte ore adottando l’ora di 50 min.(cosa che fanno tutti da 30 anni a questa parte senza recuperare nemmeno un secondo, tranne casi sporadici che rappresentano un’autentica rarità) ogni 6 docenti in sevizio si è bruciato uno stipendio per il semplice motivo che l’orario di cattedra di 18 ore con la riduzione diventava di 15 ,ovvero tre ore in meno per docente, e quindi una cattedra ogni 6 docenti pagata a vuoto.Questo la dice lunga sulle competenze che i nostri governanti hanno sulla scuola. Quindi l’immissione in ruolo di 150000 precari ben venga ma occorre prima definire gli organici e poi trovare chi e come li può formare. Scordatevi l’università che di didattica e metodologie sa meno di niente.

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