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Safer Internet Day: il miglior antivirus contro la violenza che viaggia in rete è la conoscenza

Nella giornata del Safer Internet Day, vogliamo riaffermare con forza l’impegno del Governo Renzi e del Parlamento per prevenire un uso distorto della Rete, promuovendone una corretta fruizione da parte dei ragazzi e delle ragazze. Dall’educatore digitale presente in ogni scuola, previsto dalla legge sulla Buona Scuola alle azioni di formazione rivolte agli insegnanti e agli studenti: sono tante le iniziative promosse dal ministero dell’Istruzione e dalle associazioni coinvolte. Il miglior antivirus per combattere l’odio che a volte attraversa la Rete è la conoscenza e il miglior antivirus contro la paura è ancora una volta conoscere i propri diritti. Come si sa, i primi schiaffi che si ricevono nella vita possono rafforzarti, ma possono anche demolirti, è per questo che occorre saper ascoltare gli adolescenti. Ai ragazzi serve il dialogo, non un nuovo reato inutile, lo confermano i procedimenti già in corso per gli episodi più gravi. Sarebbe più utile, piuttosto, approvare definitivamente il reato contro l’omofobia, che ha condotto per esempio Andrea, il ‘ragazzo dai pantaloni rosa’ al suicidio. Al Senato abbiamo approvato all’unanimità un testo equilibrato della senatrice Ferrara che promuove prevenzione e dialogo nelle scuole, istituendo un referente sul cyberbullismo in ogni istituto e il coordinamento di tutte le istituzioni e gli attori coinvolti, con un tavolo interministeriale per emanare un Codice di auto-disciplina anche delle aziende che operano in Rete. E’ arrivato il tempo di approvarlo definitivamente”.

Dl Cirinnà, adozione del partner e affido rafforzato. Proviamo ad entrare nel merito

Domani mattina avremo assemblea di gruppo al senato sul dl Cirinnà. Bene ha fatto il Segretario a dare libertà di coscienza nel voto in aula sulla step child adoption, ma spero che la nostra riunione aiuti a superare steccati e a ragionare nel merito di questo provvedimento così atteso.
Sulle unioni civili spero davvero che il nostro gruppo sia compatto e che tutti riconoscano due persone che si amano un valore per la nostra società.
Sull’adozione del figlio del partner (questo è la Step Child Adoption) si tratta di permettere che i bambini e le bambine figlie di un genitore omosessuale, possano essere adottate dal partner, vedendo quindi riconosciute come genitori entrambe le persone che concorrono alla loro crescita .
Qui non si tratta del “diritto di essere genitori”, che non esiste neppure per le coppie eterosessuali, ma del “diritto dei bambini e delle bambine” a godere pienamente della famiglia che li ama e che li cresce.
Nella proposta alternativa di “affido rafforzato” questo diritto è debolmente riconosciuto. Per esempio nel caso di morte dell’affidatario, il bambino non entrerebbe a far parte dell’asse ereditario, nè avrebbe diritto al mantenimento in caso di separazione.
Tutta la campagna di comunicazione viene incentrata sul timore che l’adozione del figlio del partner apra le porte all’utero in affitto. Ora occorre riconoscere che:
1. l’utero in affitto resta vietato nel nostro ordinamento (e personalmente penso che debba restare tale)
2. l’affido rafforzato nulla cambia rispetto a tale pratica conseguita all’estero, rispetto all’adozione del figlio del partner
3. l’84% delle maternità surrogate nel mondo sono praticate da coppie eterosessuali. Per chi ha disponibilità di denaro e lo ritiene moralmente accettabile è più semplice “comprarsi un bambino” piuttosto che adottare un bambino.
Il vero modo per limitare il ricorso all’estero alla maternità surrogata è aprire alle adozioni anche per le famiglie omosessuali, ma sappiamo che molti Paesi con cui l’Italia ha stretto accordi, non danno bambini in adozione a Paesi che permettono di adottare alle famiglie gay o lesbiche.
La cosa che mi colpisce è che gli stessi colleghi che oggi propongono l’affido rafforzato, nel provvedimento sulla “continuità degli affetti dei bambini in affido familiare” hanno affossato la possibilità da me proposta che gli affidatari single potessero adottare minori che dopo un prolungato periodo di affidamento, diventano adottabili.
Eppure le conosco queste donne generose che aiutano in un periodo di difficoltà bambine e bambini a crescere, sono donne che non hanno un compagno, ma un’infinita capacità di amare. I dati dicono che degli affidatari single, solo il 2% è gay o lesbica.
E in ogni caso i tribunali, riconosciuto finalmente il diritto alla continuità degli affetti, stanno facendo camminare più veloce la giurisprudenza della politica (ahimè!).
Non esiste un diritto ad essere genitori ho scritto sopra, ma un diritto ad amare liberamente e ad essere amati, sì. Per questo continuo a pensare che molti minori potrebbero trarre giovamento dall’introduzione nel nostro ordinamento dell’istituto dell’adozione aperta per coppie sposate,unite civilmente o single. In questo caso persone che hanno una ridotta capacità genitoriale potrebbero essere affiancate da una famiglia adottiva che aiuta il bambino a crescere. Non me ne vogliano le comunità e le case famiglia, ma il “calore” di una famiglia o di una persona che ti vuole bene è meglio. L’adozione aperta è già presente negli ordinamenti di molti Paesi europei.
In ogni caso…..Love Wins!

La continuità degli affetti delle bambine e dei bambini in affido familiare è legge!

“Da oggi mai più dolori inutili e distacchi traumatici per bambine e bambini, ragazze e ragazzi già provati dalla vita a causa della rigidità delle leggi. Grazie all’impegno delle deputate e dei deputati che ringrazio assieme al relatore Walter Verini, alla Presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti e al Governo, oggi il diritto alla continuità degli affetti delle bambine e dei bambini in affido familiare è legge. Una legge corale, sostenuta e voluta da tutte le associazioni impegnate in questo settore e che aspettavamo da molti anni”. Così la senatrice Francesca Puglisi, della segreteria nazionale del Pd, commenta l’approvazione alla Camera del ddl di cui è prima firmataria.
“Sono molte le innovazioni introdotte dalla legge, dalla possibilità per i genitori affidatari di essere considerati in via prioritaria per l’adozione se il minore dopo un prolungato periodo di affidamento diventa adottabile, al mantenimento delle positive relazioni instaurate durante il periodo di affido, qualora il minore torni nel nucleo familiare di origine o vada in adozione ad altra famiglia, dall’obbligo di ascolto in giudizio della famiglia affidataria, pena la nullità del provvedimento, all’equiparazione tra affidatari e collocatari. Sono certa – continua Puglisi – che affermando il principio della continuità degli affetti, sarà più semplice per i giudici, qualora sia nel superiore interesse del minore, far accedere all’adozione l’affidatario single attraverso l’articolo 44 lettera d. Ma soprattutto è una legge che mette al centro dell’ordinamento i diritti di tutti i bambini all’integrità della propria storia e a vivere una vita ricca di affetti, con coloro che li hanno aiutati a crescere superando momenti complicati. Come accade sempre più spesso in questa legislatura, anche su questo il nostro Paese volta pagina. Mai più bambini che vedono sparire nel nulla persone che hanno rimboccato loro le coperte fino alla sera prima, mai più bambini portati in comunità prima dell’adozione per “sterilizzarne gli affetti”. Questa legge – conclude la senatrice del Pd – è dedicata a tutti coloro che con straordinaria generosità hanno aiutato e aiutano tanti bambini a crescere con amore e a superare gli ostacoli della vita”.

La versione integrale della lettera ad Adriana Lodi, oggi su Repubblica Bologna

Caro direttore,

ho appreso con dispiacere dell’intenzione di Adriana Lodi di lasciare il partito perché non ci si ritrova più in questo PD. Eppure vorrei dire ad Adriana, da cui ho imparato molto, che questo Governo e questa generazione è attraversata dalla stessa “febbre del fare” che ebbero Dozza e Fanti che costruirono, investendo sull’educazione e l’istruzione, il benessere di questa nostra Bologna.

Con Matteo Renzi, stiamo cercando di strappare questo Paese con le unghie e con i denti dalla crisi che fino a poco tempo pareva irreversibile e che oggi inizia ad intravvedere i primi segni di ripresa e con la riforma del mercato del lavoro vogliamo sottrarre dalla precarietà un’intera generazione, riaffermandone i diritti alla maternità o alla possibilità di contrarre un mutuo. Dopo la grande opposizione al Jobs Act nessuno oggi può negare che i risultati ci siano. I contratti a tempo determinato si stanno trasformando nei più vantaggiosi contratti a tutele crescenti e anche i 93.000 nuovi contratti, secondo i dati INPS, sono a tempo indeterminato. Poi c’è la riforma del bicameralismo, per dare ai cittadini risposte più veloci, quella della giustizia civile per dimezzarne i tempi, della Pubblica Amministrazione, il provvedimento contro la corruzione e il falso in bilancio e gli eco reati. Ed entro l’estate avremo una legge sulle unioni civili.

Ma è tornando a investire in istruzione che cambieremo davvero questo Paese, educando le nuove generazioni a valori come la legalità, il rispetto delle differenze, l’educazione al bello, alla musica, alle arti ad un sano stile di vita, rendendo la scuola davvero inclusiva per tutti.

E’ compito della sinistra non fermarsi a contemplare i problemi e, accarezzandoli, denunciare poeticamente il destino cinico e baro, perché così tra noi compagni ci sentiamo migliori. Ma assumersi la responsabilità di trovare risposte che riaffermino i nostri valori di uguaglianza delle opportunità e di equità tra persone, territori e generazioni. Come qui in Emilia-Romagna abbiamo sempre saputo fare.

L’investimento di 3 miliardi l’anno per la scuola pubblica e il piano straordinario di assunzioni di oltre 100.000 persone servono proprio a questo. In un Paese affetto da analfabetismo di ritorno e da un tasso di disoccupazione giovanile del 44%, non possiamo stare con le mani in mano a guardare il 18% dei ragazzi e delle ragazze che abbandona la scuola prima di aver assolto l’obbligo scolastico.

Ogni scuola avrà stabilmente in media 7 insegnanti in più rispetto ad oggi per sostenere i ragazzi e le ragazze nel raggiungere il successo formativo e la comunità scolastica avrà il compito di programmare liberamente l’offerta formativa per rispondere ai bisogni dei propri studenti. Il dirigente scolastico è colui a cui si chiederà conto dei miglioramenti della scuola e l’unico ad essere davvero valutato attraverso il corpo ispettivo.

Ma come Adriana sa bene gli svantaggi di partenza si possono recuperare solo se si investe in educazione di qualità sin dalla tenera età. L’opportunità di frequentare il nido e la scuola dell’infanzia sono fondamentali per il benessere dei bambini e delle bambine. Il diritto al gioco, alla socialità, alla cura e all’istruzione in una relazione feconda fondata sulla partecipazione dei genitori alla costruzione dei servizi e la presenza di personale qualificato fa parte della cultura educativa che anche lei ha contribuito a costruire. Un bambino quando entra all’asilo non chiede chi gestisce la scuola che frequenta. Chiede di essere accolto, istruito e amato. Il Comune e lo Stato devono occuparsi di tutti i cittadini che hanno uguali diritti davanti alla legge, sia frequentino una scuola statale, comunale o paritaria privata. Per questo la L.1260, i cui principi sono entrati nella delega al Governo della buona scuola, traccia i livelli di qualità che tutti gli asili nido, a gestione diretta o indiretta comunale e le scuole dell’infanzia devono rispettare. E finalmente chiama lo Stato a finanziarli garantendo a tutti i bambini le stesse opportunità di apprendimento. Siano nati a Torino, Bologna o a Reggio Calabria. Non pensiamo di avere la verità in tasca, ed è per questo che continuiamo a dialogare, ma crediamo di avere la responsabilità di provare a cambiare le cose. Come Adriana Lodi ebbe con Dozza e Fanti. Saranno poi gli elettori a giudicare.

Francesca Puglisi

Gli asili nido compiono 43 anni, grazie per il sostegno alla legge 1260!

Nella Giornata nazionale dedicata ai servizi per l’Infanzia 0-6 anni e a 43 anni dalla legge istitutiva degli asili nido voglio ringraziare il Gruppo nidi infanzia nazionale, le tante associazioni di educatori e di genitori e le amministrazioni comunali che hanno promosso oggi in tutt’Italia centinaia di iniziative a sostegno dell’approvazione della legge 1260 in discussione nella commissione istruzione al Senato. In un momento in cui le periferie delle grandi città soffrono una grave emergenza educativa e sociale, in un Paese diviso ancora da profondi divari territoriali, siamo convinti che l’impegno del Governo Renzi a favore dei servizi educativi e della buona scuola, può costituire davvero il più grande investimento nel futuro dell’Italia di cui abbiamo bisogno. Grazie a tutti coloro che stanno assumendo in modo corale questa iniziativa, portando al centro della politica italiana i diritti dell’infanzia.

Approvata in commissione giustizia la legge per la continuità affettiva dei bambini in affido familiare

Una buona notizia per chi ha a cuore l’infanzia: la Commissione giustizia del Senato ha approvato il ddl 1209, di cui sono prima firmataria, che modifica la legge 184 del 1983 in tema di affido e di adozioni, e che interviene per garantire il diritto dei bambini e delle bambine alla continuità degli affetti. Nella vita, purtroppo, ci sono dolori che non si possono evitare, ma se è la rigidità della legge a causarne nuovi, allora la legge va cambiata.
Purtroppo, accade non di rado che bambini e bambine vedano protrarsi  il periodo di affidamento. Sono oltre il 60% dei casi di affido. Costringerli a vivere una nuova esperienza di distacco e di abbandono, qualora diventino adottabili, non giova certo alla loro crescita. Eppure i tribunali continuano a decidere in modo difforme e non sempre nel superiore interesse del minore. E’ necessario dunque superare questi  inutili e dannosi ostacoli. Quando il rapporto di affido familiare si protrae e il minore viene dichiarato adottabile, con la legge 1209 viene offerta la possibilità alla famiglia o alla persona affidataria che ne faccia richiesta, se corrisponde al superiore interesse del minore, la possibilità di essere considerata in via preferenziale ai fini dell’adozione stessa. Resta fermo  l’obiettivo di far tornare il minore nella famiglia di origine, ma intanto la legge interviene per assicurare al bambino una continuità di affetti e di legami. Ci sembra un passo importantissimo e ci auguriamo che il ddl  venga al più presto calendarizzato per l’approvazione  definitiva in Aula.

Voglio ringraziare i commissari della Commissione giustizia e la relatrice Filippin per il grande lavoro svolto e Carla Forcolin, presidente dell’Associazione La Gabbianella, promotrice della legge e della petizione a suo sostegno, sottoscritta dalle principali associazioni che operano con generosità nel settore dell’affido e delle adozioni.

Roma, 5 novembre 2014