Asili nido e Scuole dell’Infanzia. Una legge 0-6 per combattere le disuguaglianze

Stanno andando avanti in VII Commissione le audizioni sulla Legge dedicata al Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni e sul diritto dei bambini e delle bambine alle pari opportunità di apprendimento”.

I punti di innovazione sono i seguenti:
1. vengono finalmente tracciati i livelli essenziali per il Governo pubblico del sistema integrato 0-6.
Questo significa spingere l’Italia a raggiungere il 33% dei nidi e la generalizzazione della scuola dell’infanzia, da un punto di vista “quantitativo”, ma anche la tranquillità per i genitori di portare indifferentemente i propri figli ad una scuola comunale a gestione diretta o convenzionata, da un punto di vista “qualitativo”;
2. viene riequilibrato il sistema di finanziamento attraverso l’accordo nella Conferenza Stato Regioni, con un meccanismo di “quota capitaria” cofinanziata da Stato, Regioni, Enti Locali;
3. Dopo il fallimento (a parte rare eccezioni di mecenatismo) dei nidi aziendali, viene prevista una forma di sostegno ai genitori con figli in età 3 mesi- 3 anni, attraverso voucher identici ai Buoni Mensa, spendibili nei nidi a gestione diretta comunale o in convenzione. Le aziende sono pronte a partire (il vantaggio fiscale è del 18% e non c’è ulteriore tassazione per le aziende e per i lavoratori), le cooperative anche, ma manca il riferimento normativo che c’è già a Bolzano e in Francia.
Si tratta di un provvedimento atteso da molti anni. Speriamo di Cambiare Verso all’Italia anche per i diritti dei bambini e delle bambine

10 pensieri su “Asili nido e Scuole dell’Infanzia. Una legge 0-6 per combattere le disuguaglianze

  1. Forza Senatrice,
    un bel DL (il 1260), con qualche piccolo aggiustamento (penso alla valorizzazione delle originali specificità della mia Regione e della Sua ER). Ha tutto l’appoggio di FISM Veneto! Davvero deve essere l’occasione buona per un obiettivo di grande civiltà e democrazia.

  2. Se quanto virgolettato dall’articolo del Corriere (http://www.corriere.it/scuola/14_aprile_04/scuola-materna-si-cambia-senato-lavoro-nuove-regole-00938490-bbe3-11e3-a4c0-ded3705759de.shtml) fosse vero sarebbe estremamente semplice risolvere il problema della disoccupazione femminile, ovvero saremmo di fronte ad un critical reasoning preoccupante ed imbarazzante….
    «Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia hanno raggiunto già gli obiettivi europei, e infatti in queste regioni l’occupazione femminile ha raggiunto il 60% – sottolinea la senatrice Puglisi – In Calabria, dove invece i servizi per l’infanzia sono scarsi e malfunzionanti, le donne lavorano poco più che in Pakistan, il 30%»

  3. Gentilissima senatrice,sono felicissima che questa proposta di legge abbia finalmente cominciato il suo percorso.Mi piacerebbbe,in qualità di insegnante/educatore di una sezione primavera statale che in questa legge ci sia spazio anche per noi che le Sezioni Primavera le abbiamo fatte e che a causa dei tanti ritardi e delle incertezze dei finanziamenti, che in questi anni hanno distrutto gran parte delle sezioni statali,ora ci ritroviamo a casa…sostituite in gran parte da servizi privati.Buon lavoro…

  4. Sono un’educatrice della sezione primavera, ad anno quasi ultimato non sono ancora arrivati i finanziamenti per l’anno scolastico 2013/2014 ….opero a Carloforte, nell’ isola di S.Pietro, provincia ( CI)…il servizio é annesso alla scuola dell’ Infanzia …..ogni anno ( sono 7 anni di servizio ) riscuotiamo un grande successo sia per il numero delle iscrizioni sia per la grande utilità sociale del servizio con grande soddisfazione da parte delle famiglie….perché il servizio non viene stabilizzato …..non sono lunghi sette anni di sperimentazione ….basta con stipendi che ti arrivano dopo un anno e che contratti ……non abbiamo nessun diritto …..i finanziamenti anno dopo anno vengono decurtati ……prendete seriamente il problema ……..u nostri bimbi dai due ai tre anni non hanno nessun altro servizio se non la SEZIONE PRIMAVERA STATALE …….ATTENDO RISPOSTA ( che comunque non avrò )….saluti

  5. Onorevole volevo solo chiedere a che punto è questa legge e se davvero bi troveremo finalmente collocazione noi Dell infanzia.. Se c’è una forma di certezza o mi illudo solo di poter finalmente sostenere la mia famiglia… La ringrazio se volesse rispondere…

  6. La generalizzazione qualitativa e quantitativa è una buona cosa , ma mai comunalizzare la scuola dell’ infanzia statale, per due ragioni : 1 ) i docenti di scuola statale hanno vinto un concorso per un sesto livello e non possono retrocedere ad un quinto 2 ) lo stato DEVE garantire una scuola dello stato a tutti i cittadini italiani. La scuola dello stato deve essere un orgoglio tutto italiano. È necessario assumere al più presto nella scuola dello stato per garantire il tempo pieno ed il potenziamento del quale la scuola dell’ infanzia statale è stata deprivata ed incrementare il personale ata indispensabile per una migliore accoglienza dei piccoli.

    1. Condivido. La legge 0-6 e i principi direttivi contenuti in delega, non intendono assolutamente “comunalizzare” la scuola statale. Tant’è che si parla di “sistema integrato”. Buon anno!

  7. Onorevole Buongiorno, un chiarimento … nel mio comune (Rodigo, prov. MN) ci sono problemi di dimensionamento dell’istituto comprensivo (sottodimensionato) e di sopravvivenza dei 2 asili nido (poche iscrizioni) a gestione privata. Per capire meglio come si innesta la riforma vorrei sapere se i bambini iscritti a tali scuole entreranno nel conteggio degli “alunni” o se questo potrebbe accadere solo per gli asili nido a gestione pubblica

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