Ancora bastonate per la scuola. L’Unitá

Gli insegnanti italiani ricevono rispetto ai colleghi d’Europa lo stipendio più basso. Sono i docenti stessi a chiedere di poter fare a scuola quel lavoro ‘oscuro’, che nessuno oggi riconosce loro, di correzione dei compiti, di preparazione delle lezioni, di ricerca didattica. Vedendoselo conteggiato in busta paga. Serve un nuovo contratto nazionale, no un nuovo taglio di posti di lavoro nella scuola italiana.Ancora una volta il Governo dei professori decide di proseguire con i tagli lineari di tremontiana memoria e di andare a far cassa sulla pelle viva della scuola. È grazie alla quotidiana generosità degli insegnanti che la scuola pubblica sta ancora in piedi. In tre anni, invece di reperire risorse con tobin tax e patrimoniale, l’86% del risparmio della spesa statale è stato prodotto tagliando l’istruzione e 132.000 posti di lavoro. Esattamente l’opposto di quel che ci raccomanda l’Unione Europea che, nel documento strategico Europa 2020, per battere la crisi chiede ai Paesi membri di investire in una crescita intelligente ed inclusiva e all’Italia di aumentare il numero di laureati e di dimezzare il tasso della dispersione scolastica. Usando una metafora sgradevole tirata fuori di recente dal ministro Profumo a Genova, se “a questo Paese serve più bastone che carota”, beh, possiamo dire che la scuola di carote ne ha sempre solo sentito parlare, ma in verità ha solo ricevuto tante bastonate. Ora siamo stanchi e diciamo basta. Se chi si è assunto l’onere di governare questa fase difficile del Paese, intende continuare a tagliare la scuola e a umiliare gli insegnanti invece di andare a scomodare chi non ha mai pagato il prezzo della crisi, chi non deve fare i conti per fare la spesa alla fine del mese, chi non rischia di non poter pagare le tasse universitarie ai figli, ce lo dica con chiarezza. Perché allora è il tempo del coraggio e delle scelte di priorità che una politica democratica e progressista può tornare a fare.

15 pensieri su “Ancora bastonate per la scuola. L’Unitá

  1. non è possibile un altro taglio di cattedre a danno della scuola e dei docenti precari e non. Non fate passare quest’altra schifezza delle 24 ore altrimenti davvero dovrò votare il partito di Grillo e come me se ne stanno convincendo tanti docenti precari. Fermate il Governo Monti prima che ci distrugga del tutto!

  2. Sono un docente precario, monoreddito con 3 figli, la prego di battersi anche per noi; se passa l’aumento di 6 ore per cattedra sara’ una strage, l’ennesima.

  3. salve, come altri sto seriamente pensando che se il PD acconsente ad un atto così grave,
    aumento delle ore , l’eliminazione dell’indennità contrattuale sono 10 euro!!!! abbiamo gli scatti bloccati così come il contratto e il costo della vita aumenta,
    di votare un partito che attualmente non mi rappresenta in parlamento e che forse avrebbe avuto anche il coraggio di far cadere un governo ormai agonizzante e alla fine del suo mandato non suffragato dal voto!!!!!!meglio SEL

  4. Gentile onorevole La prego di comunicare a tutti i deputati e senatori del PD di non votare questa legge (cattedre a 24 ore) poiché sarebbe la fine per migliaia e migliaia di docenti precari che da più di 15 anni servono lo Stato.
    Ricordi che tutta questa gente confida in Voi…. ed è Vostra elettrice.

  5. Sono una docente di matematica, da 19 anni lavoro nel mondo della scuola a servizio di uno Stato che mi ha massacrato. Oggi sono disgustata, deluta e profondamente amareggiata. Se le ore di insegnamento dovessero passare da 18 a 24, non voterò mai più PD. Ai vostri tentennamenti preferisco le grida di Grillo. SVEGLIATEVI!!! Non sentite l’urlo della scuola pubblica?

  6. ONOREVOLE, per noi precari è finita se passa la legge dell 24 ore! Già vivacchiamo dopo la Gelmini… ora sarebbe le fine: meno immissioni in ruolo, meno supplenze, azzeramento degli spezzoni! UNA MAREA DI DISOCCUPATI.
    Confidiamo nel PD perchè non chini il capo!! Il pdl dichiara di votare no se permangono tagli alla sicurezza: CI AUGURIAMO UGUALE FERMEZZA ANCHE DAL PD PER SULLA SCUOLA!

  7. Abbiate il coraggio di dire no!! Si può avere una crisi di governo anche ora, andiamo al voto la società civile lo vuole!! Noi non vogliamo ministri incapaci come Profumo!!! State affamando il ceto medio, laureati che studiano da una vita!! Non si può più appoggiare un governo di incapaci tecnici insieme a PDL e UDC. In un anno non c’è stata una sola iniziativa di rinnovamento serio della scuola, solo tagli e un concorso ideato per eliminare chi da anni insegna da precario!!!
    Per favore svegliatevi e un po di coraggio!!!

  8. Il PD non può tradire il proprio elettorato votando una legge che massacra la scuola pubblica; il PD non può appoggiare un Governo NON ELETTO dai cittadini che sta distruggendo lo stato sociale e i ceti medio – bassi per salvaguardare le lobby finanziarie delle banche.

  9. Ci stanno massacrando e dando il colpo di grazia!!! Visto che il PD è partito di maggioranza può e deve intervenire! altrimenti per noi precari é la fine, 200 mila insegnanti abilitati e altrettanti non abilitati tutti in mezzo alla strada, alla faccia della dignità dei lavoratori della carta di intenti firmata oggi pomeriggio da Bersani e Vendola, diciamo NO tagli alla scuola NO aumento di 6 ore che sarebbe la fine dei precari della scuola. Se passa la legge di stabilità è la volta buona che cambio partito, è una promessa che faccio!

  10. Avevate promesso la cancellazione della legge Gelmini: se non ora che sostenete il governo monti quando?
    Riguardo alla proposta di innalzare da 18 a 24 ore l’orario settimanale delle lezioni, dovevate bloccare la proposta sul nascere, perchè senza i vostri voti nessuna proposta di legge può essere approvata, fatelo subito prima delle elezioni Nazionali del 2013, date al popolo intero un segnale forte, altrimenti anche chi in passato ha votato per il PD, sarà tentato dal Populismo o L’astensionismo!!!!!!!!!!! Distinti Saluti Eligio Valente

  11. Il PD sta veramente dimostrando quanto poco si stia impegnando concretamente a favore di noi insegnanti, chiedo pertanto che faccia un gesto reale NON votando la legge che rovinerà definitivamente la scuola pubblica. Considerando che anche il PD è nella maggioranza deve e può intervenire attivamente. Le 18 ore devono rimanere tali o addio fiducia nei nostri rappresentanti. Distinti Saluti Claudia Lugli

  12. Gent.ma on. Puglisi, sono un’insegnante precaria e ho apprezzato in questi ultimi mesi la suo determinazione e coraggio nell’esprimere la sua opinione sulle scelte di questo governo. Ora sono a chiederle di fare il possibile per fermare questa follia delle 24 ore di lavoro per noi insegnanti. Non sarebbe un miglioramento dell’offerta formativa o del servizio scolastico sappiamo tutti che sarebbe il modo per ELIMINARE i precari dalla scuola. Il lavoro in classe è difficile ed impegnativo e nessuno si ricorda delle ore passate a casa a correggere compiti o a preparare lezioni “nuove” per poter motivare meglio i nostri allievi! Vi ricordo che noi abbiamo seguito le regole che via via i governi ci imponevano: SSIS, corsi di perfezionamento ecc e adesso non ci possono buttare via così. Noi cittadini ormai non possiamo fare più nulla, siamo governati da chi non è stato eletto da nessuno e siamo costretti a subire ingiustizie e soprusi ormai da tanto tempo. Fermate lo scempio della scuola pubblica! Anche voi siete in questo governo!!

  13. L’aumento dell’orario di lavoro per gli insegnnati della scuola secondaria deciso dal governo è assolutamente dannoso per la scuola pubblica:
    non si discute di aumentare l’orario per introdurre attività come la programmazione che si fa nella scuola primaria ogni settimana ed è riconosciuta a livello contrattuale, bensì di aumentare le ore di insegnamento frontale, che richiedono studio e approfondimento disciplinare che l’insegnante svolge sempre in orario non curricolare, non pagato e non riconosciuto.
    Con classi così numerose, aumentare le ore di insegnamento frontale significa inevitabilmente abbassare la qualità.
    Ma perché non si discute mai di aggiornamento, e sempre e solo di tagli? forse il progetto è proprio quello di rendere la scuola pubblica sì meno onerosa per lo Stato, ma anche di più basso profilo culturale, in modo da spingere chi vuole la qualità ad andare nel privato. E’ democratico questo? Alla politica la risposta!
    A noi elettori la possibilità (si spera) di una scelta conseguente.

  14. Cara Francesca,
    se questo aumento da 18 a 24 ore si riferisse all’orario di cattedra si tratterebbe di un provvedimento letteralmente devastante in grado di mettere definitivamente in ginocchio la scuola pubblica. Un docente che insegna una materia da due ore per classe alla settimana arriverebbe ad avere dodici classi in luogo delle nove attuali, ovvero dovrebbe occuparsi delle problematiche, della programmazione, del lavoro collegiale, del rapporto con le famiglie, della preparazione di lezioni e di materiali e della correzione di elaborati di tre classi in più. Questo comporterebbe, evidentemente, un insostenibile aggravio delle già cospicue incombenze: e non sei ore di lavoro in più, come ingenuamente potrebbe pensare chi non fa questo mestiere. Gli insegnanti di ruolo più anziani potranno mantenere il proprio posto ma saranno sempre più stressati e sotto pressione a scapito della qualità e dell’appeal del loro insegnamento (quindi, in ultima analisi, a scapito degli alunni). Gli insegnanti di ruolo più giovani perderanno gran parte della propria cattedra di titolarità e saranno costretti a completare il proprio orario con spezzoni sparsi in altri tre o quattro istituti, passando la vita a correre da una scuola all’altra senza capirci più nulla. I precari, infine, saranno semplicemente scaricati.
    Sarebbe la catastrofe finale, non solo per la per la professione docente ma per la scuola pubblica in generale. Se il PD è il partito della Costituzione questa è l’ora di dimostrarlo. Coraggio.

    Roberto Venturelli (Parma, Fano, La Spezia)

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