ABROGATO OBBLIGO CERTIFICAZIONE ATTIVITA’ LUDICO MOTORIA E AMATORIALE

Nel decreto Fare, grazie ad un emendamento dei senatori Puglisi e Vaccari, e’ stato corretto il decreto Balduzzi, semplificando la promozione dello sport per tutti.
“Viene abrogato – spiega la senatrice Francesca Puglisi, capogruppo Pd in Commissione Istruzione e Sport al Senato – l’obbligo di certificazione per l’attività ludico motoria e amatoriale previsto dall’art.7, comm 11, del DL 158 del 2012. Rimane l’obbligo di certificazione presso il medico o pediatra di base per l’attività sportiva non agonistica. Sono stati eliminati così inutili costi per le famiglie e il Servizio Sanitario Nazionale, che avrebbero disincentivato le famiglie ad avere cura della propria salute attraverso la pratica sportiva”.

7 pensieri su “ABROGATO OBBLIGO CERTIFICAZIONE ATTIVITA’ LUDICO MOTORIA E AMATORIALE

  1. Non si può esultare quando si mette a rischio la prevenzione primaria dei nostri ragazzi. La proposta dell’ex Ministro della Salute Balduzzi era organica e strutturata in modo tale che si sapeva cosa fare e chi lo doveva fare. Una strutturazione articolata pensando agli indubbi vantaggi che una modica spesa avrebbe perseguito a favore sia dei singoli che della comunità. Vorrei capire perché vi siete battuti per eliminare una possibilità di sopravvivenza verso chi ignora la presenza di anomalie cardiache silenti e svelabili invece con la visita e l’elettrocardiogramma. Non credo che sia il costo ad avervi spinto a abolire la neonata normativa.
    L’Italia è sempre stata all’avanguardia sulla tutela sanitaria delle attività fisiche e sportive e le varie Società Scientifiche avvallano tale primato
    Se si pensa che anche gli Stati Uniti stanno rivedendo la loro organizzazione sanitaria nei confronti di chi fa sport ( e se non lo sapete informatevi) proponendo oltre alla visita anche un elettrocardiogramma da fare prima di praticare attività fisica, si intuisce quale enorme danno avete provocato e quanti casi di morti improvvise sa sport ed esercizio fisico saranno addebitate a questo malsano emendamento del “ fare”.
    Un fare per colpa o dolo lontano dai reali interessi di chi vuole praticare lo sport “ ludico o amatoriale” in sicurezza che ha tolto una opportunità determinante per la salute e per la prevenzione.
    Chi andrà in palestra o in piscina lo farà a suo rischio e pericolo.
    Probabilmente vi è sfuggito che il certificato per lo sport non agonistico NON è il certificato per la frequenza di palestre o piscine. Informatevi anche su questo particolare che vi era sfuggito.
    Ora chi vorrà frequentare le palestre lo farà a suo rischio e pericolo.
    Per esperienza professionale diretta vi posso assicurare che nessuno sospetta che bambini apparentemente sani possano avere una canalopatia a rischio di morte improvvisa! Nessuno sospetta che un ragazzo di 17 anni vigoroso e atletico possa avere una cardiopatia ipertrofica!
    Sapete cosa è la sindrome del QT lungo? Conoscete la sindrome di Brugada? Avete idea di cosa sia la cardiomiopatia ipertrofica? Sapete che la prevalenza stimata della sindrome del QT lungo è di 1 caso su 2000 nati vivi? Sapete che il modo migliore per diagnosticarla è fare un Elettrocardiogramma? Sapete che chi è portatore di un QT lungo è a rischio di morte improvvisa? Ditemi allora quale famiglia non spenderebbe 30 euro per scoprire una patologia così insidiosa?
    Avete volutamente alterato il significato della proposta Balduzzi passandola per una norma anti attività fisica e sportiva, mistificando la realtà scientifica acclarata.

    1. Grazie per il resoconto dettagliato. Peccato che in tanti anni che pago detto certificato “importantissimo per la mia salute”, abbia speso centinaia di euro senza mai , né essere visitata, né aver fatto un ecg.
      In questi anni la pediatra me li ha pure fatti per i miei figli al telefono e, anche portandoglieli, senza nemmeno fargli una visita (non parliamo dell’ecg).
      Quindi finiamola di ingrassare una categoria già di per sè stratutelata, oppure, se il certificato serve davvero come dici, obblighiamo i medici a emetterlo con coscienza.

  2. Non mi è perfettamente chiara la differenza fra attività ludicomotoria e attività sportiva non agonistica; infatti normalmente mi vengono richiesti certificati di buona salute per la frequenza di palestre e io, penso giustamente, li considero certificati per attività sportiva non agonistica.

    1. http://www.fimmgroma.org/news2012/3534-certificati-sportivi-scompare-
      l-obbligo-ma-i-certificati-restano.html

      La cosa folle/miracolosa di questo emendamento è che lascia in piedi il Decreto Balduzzi. Pertanto i certificati pur non essendo obbligatori potranno essere richiesti dalle palestre e i medici dovranno attenersi al Decreto Balduzzi.
      Ma scusate, cari Onorevi del PD che avete presentato l’emendamento, cosa pensavate di ottenere? Avete eliminato una certezza e l’avete sostituita con la confusione interpretativa. Complimenti, un gran bel lavoro.

    2. Credo che il malsano emendamento al decreto Balduzzi abbia creato solo
      confusione e abbia evidenziato quanto una piccola frangia di
      professionisti possa sovrastare l’interesse comune. L’interesse comune
      era dato semplicemente, e non ci sono altri motivi, dal fatto che si
      voleva offrire un margine di protezione in più per chi fa attività
      sportiva “amatoriale” o “ ludico ricreativa”. Infatti i medici
      certificatori erano sempre i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di
      Libera Scelta, i Medici Dello Sport e infine anche i medici di branca
      nei casi di patologie croniche acclarate.
      Ma allora dove sono le polemiche pretestuose? Nella risposta ai
      commenti da me scritti in questo blog, o da altri in altre sedi e
      sicuramente più autorevoli dei miei, l’unico dato che viene da Lei dato
      per certo e la “ mancata prospettiva di guadagno” per alcuni che già si
      erano organizzati. MI chiedo e Le chiedo: è questa la qualità della sua
      analisi al problema? La risposta, da parte mia, potrebbe essere facile
      e semplice data la “qualità dell’emendamento che ha creato e sta
      creando confusione interpretativa e riducendo concretamente la
      possibilità di incidere concretamente in termini preventivi. Ma,
      secondo Lei, dobbiamo superare una certa soglia di decessi da sport”
      amatoriale o ludico ricreativo” per farle cambiare idea? Lei non è un
      “tecnico”, nel senso che non conosce la letteratura scientifica
      acclarata e attuale in merito alla validità della prevenzione con l’ECG
      eseguito non solo in età evolutiva, quella, per intenderci, oggetto
      dell’attività professionale dei Pediatri. Allora se non conosce la
      realtà scientifica perché insinua che sia solo una questione di “bassa
      bottega” ad avere animato lo spirito del decreto Balduzzi e le
      “polemiche pretestuore ? Sembra che non abbia altri argomenti da
      portare nel suo blog per dare risposta a chi le chiede semplicemente
      perché. Da diverso tempo si sentiva dire che il certificato richiesto
      dalle palestre o dalle strutture sportive non avesse valenza
      preventiva. Forse Lei ha vissuto in un altro Pianeta? Ma si sa che la
      semplice redazione di un certificato basato sulla sola raccolta
      anamnestica o la semplice visita(quando viene fatta) non può avere
      effetti sulla prevalenza o sull’incidenza di certe patologie
      cardiovascolari che causano la morte improvvisa in età non solo
      evolutiva.Lo sappiamo da tempo e lo stanno”scoprendo” anche negli Stati
      Uniti avari nel proporre ulteriori accertamenti a chi pratica sport. Ha
      invece effetti protettivi ed è in grado di svelare patologie SILENTI se
      al certificato viene associato anche il tanto temuto
      elettrocardiogramma. Sfido Lei e chiunque altri a dimostrarmi il
      contrario, con dati di letteratura scientifica alla mano. Ecco, lo
      spirito del decreto Balduzzi era ed è questo. Dare dignità ad un
      certificato che TUTTI, me compreso, consideravano, per come era
      strutturato, superato associando tra i certificatori anche la figura
      degli specialisti e degli accertamenti necessari. Lei dice bene che il
      movimento e lo sport fanno bene, anzi fanno guadagnare salute in chi
      associa anche uno stile di vita alimentare adeguato! Ma proprio perché
      non vogliamo nascondere la testa sotto la sabbia ed evitare di vedere
      che esistono anche persone affette da patologie croniche che vorrebbero
      fare sport in sicurezza, esigiamo di avere anche un sistema
      certificativo adeguato. Il tutto senza oneri per il SSN. Oneri a carico
      dei richiedenti il certificato. Infatti i PEDIATRI e i MEDICI di
      Medicina generale si fanno giustamente pagare per il rilascio del
      certificato per la frequenza delle palestre per attività amatoriale o
      ludico ricreativa. Allora dove sta il problema della “bomba che
      scoppia”? Sta nel fatto che gli utenti non si sarebbero rivolti più ai
      soliti” redattori” di certificati ma anche ad altri professionisti
      della salute? Che avrebbero eseguito anche l’elettrocardiogramma e
      magari altri accertamenti a costi “politici”? Che avrebbero
      evidenziato, come spesso capita, patologie che anche se conosci da 30
      anni il tuo paziente non sei riuscito a “vedere”? La bomba invece è
      scoppiata nel verso imprevisto: quello della confusione che la cecità e
      l’incapacità di prevedere come sarebbero andate le cose tanto da dover
      richiedere una circolare esplicativa al Ministro della Salute in
      merito. Ma il certificato amatoriale esiste? Chi lo deve fare? Cosa
      dobbiamo fare?
      Ci pensi Senatrice e se non le basta una volta ci pensi anche di
      più.
      Cordialmente
      G.

  3. Giusto per stare in tema di prevenzione con l’elettrocardiogramma. Una notizia che dovrebbe far riflettere.
    Santa Marinella, 21 maggio 2013 – Anomalie riscontrate nel 5,73% di bambini sottoposti a indagine elettrocardiografica. Il 4,3% affetto da alterazioni minori; l’1,43% da anomalie maggiori. Tutti i piccoli con alterazioni importanti non sapevano di avere problemi cardiaci. Sono i dati emersi dallo screening effettuato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nelle scuole materne ed elementari del Comune di Santa Marinella, con il coinvolgimento di 695 piccoli tra i 3 e i 10 anni.

    Sottoposti a controlli elettrocardiografici (per il 90% si è trattato della prima volta), su 30 bambini sono stati rilevati piccoli problemi come i disturbi minori della conduzione cardiaca o l’extrasistolìa, mentre 10 bambini su 695 sono risultati affetti da anomalie più importanti come la preeccitazione ventricolare, l’intervallo QT lungo, il Pattern di Brugada. Categoria di anomalie, quest’ultima, che in una ridottissima percentuale può condurre alla morte improvvisa.

    Il progetto messo in campo dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con il Comune di Santa Marinella per combattere la morte improvvisa, è stato condotto per quattro settimane nelle scuole comunali Pyrgus, Vignacce e Centro. Lo screening è stato effettuato da un team altamente specializzato – composto da tre aritmologi pediatri, un tecnico di cardiologia e una coordinatrice – messo a disposizione dall’Unità Operativa Complessa di Aritmologia Pediatrica di Palidoro diretta dal Dott. Fabrizio Drago.

    “Lo screening elettrocardiografico è un importante strumento di prevenzione, perché in grado di identificare precocemente patologie cardiologiche a volte rare e gravi” spiega il direttore sanitario del Bambino Gesù, Dott. Massimiliano Raponi. “La collaborazione con il mondo della scuola è di grande aiuto per aumentare l’attenzione e la cultura dei Bambini e delle Famiglie verso il miglioramento continuo della qualità della cure. Per questo, pensiamo che partecipare allo screening oltre a migliorare la prevenzione delle patologie cardiologiche permette a Bambini e Genitori di acquisire uno sguardo più consapevole verso la tutela del proprio benessere, e costituirà quindi una risorsa per gli anni a venire”.

    “Lo screening effettuato già nella prima e seconda infanzia – spiega il Dott. Fabrizio Drago- permette di individuare quelle alterazioni tipiche delle sindromi aritmogeniche a rischio di Morte Improvvisa in una fase della vita in cui i sintomi raramente si manifestano”.
    “Nei casi selezionati, quindi – continua Drago – possono essere avviati trattamenti specifici che impediscono la comparsa dell’espressione sintomatologica di tali alterazioni, di cui anche la morte improvvisa fa parte. E’ importante sottolineare – conclude – che più del 90% dei bambini della scuola materna fosse al suo primo esame elettrocardiografico e che il 100% di quelli a cui siano state rilevate delle alterazioni importanti, non era a conoscenza di esserne affetto”.

    “Il progetto nasce dalla cooperazione tra l’Ospedale e le Istituzioni con l’intento di effettuare opera di prevenzione in ambito sanitario – spiega il Responsabile delle sedi di Palidoro e Santa Marinella, Dott. Alessio Calandrelli. “La realtà di Santa Marinella – continua – ci ha permesso di sperimentare un modello organizzativo di screening su un campione ridotto di popolazione così da individuare più facilmente quelle problematiche e criticità che, una volta risolte, potrebbero permettere l’esportazione del modello a realtà più grandi”.

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