La scuola e’ l’unica base su cui ricostruire il Paese

Per promuovere nuovo sviluppo il nostro Paese deve tornare a investire in una crescita intelligente ed inclusiva, come chiede il capo dello Stato e come ci spingono a fare gli obiettivi di Europa 2020.  Quando il Partito Democratico tornerà a governare, dovremo seguire la lezione di don Milani, che affermava che “non c’è più grande ingiustizia di fare parti uguali tra diversi”. Allora in un’Italia in cui le divisioni nascono già sui banchi di scuola, se vogliamo assicurare uguali diritti e opportunità tanto a chi nasce nel centro storico di Torino, quanto a chi nasce allo Zen di Palermo, dovremo investire in scuola pubblica di qualità. E lo potremo fare solo dando la priorità, come già accade in Francia e negli Usa di Obama, alle zone di educazione prioritaria: il mezzogiorno del Paese e le periferie delle grandi città, in cui occorre ricostruire il tessuto civile, economico, sociale, il senso del rispetto delle istituzioni e della legalità, offrendo una scuola eccellente.
Perché l’Italia ripartirà solo se la ricostruiremo dalle scuole, cioè dando fiducia e opportunità ai ragazzi e alle ragazze che incarnano il nostro domani.
Non ripartirà se non restituendo orgoglio e dignità alla professione dell’educare, se non facendo diventare le scuole, aperte tutto il giorno, il luogo in cui la comunità si ritrova, immette energie e risorse migliori, per disegnare insieme il proprio futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *